C. Picariello e S. Zappali - El pret de Ratanà

Salvatore Zappali, dopo una lunga carriera di incarichi e benemerenze pubbliche, ha chiuso i suoi anni di lavoro come ispettore comunale del Cimitero Monumentale. In questa veste fu folgorato dai fenomeni di devozione popolare per don Gervasini e ne studiò a fondo  la figura.

Carmine Picariello, giovane  storico emergente, oggi direttore della biblioteca di Pieve Emanuele, si è laureato a Milano proprio con una lodatissima tesi su don Giuseppe Gervasini nella quale indaga, tra l’altro, i rapporti tra la medicina e la fede popolare.

Nei secoli di devozione popolare si sono verificati non pochi fenomeni di fronte ai quali la prudenza della Chiesa ufficiale, quella delle gerarchie vaticane, ma anche delle parrocchie, cerniera tra Chiesa e popolo, è rimasta a lungo perplessa.
Si pensi ai recenti giudizi di Padre Gemelli su Padre Pio da Pietrelcina e, più lontano, alla vicenda umana di San Francesco, guardato da parte del clero come non lontano dall’eresia. Più modestamente, con questo libro, ora in edizione riveduta sul piano storico e  scientifico e largamente arricchita, si vuole salvare dalla corrosione dei tempi e da un’infomazione sempre più lontana dalla fede vissuta, una singolare figura di prete rimasto invece vivissimo nella passione popolare: don Giuseppe Gervasini, el Pret de Ratanà.
Fu accusato, in tempi in cui la medicina era solo  per i signori, di curare tra la gente del popolo i corpi assieme alle anime.