Delitti dipinti - M. Allori

I gialli si leggono, in genere, per arrivare alla fine. Non è stato sempre così: nei grandi autori del secolo scorso, e ancor prima in Poe, il giallo aveva dignità di scrittura. Agiva in territori della società originali, indagava realtà. Raccontava non solo delitti, ma ambienti e psicologie. Poi si è via via imposta una sorta di lettura orgasmica che chiedeva solo azione e sorpresa, così che nessuno pensa al Pasticciaccio di Gadda come a un giallo. Ci deve essere una via di mezzo tra il capolavoro letterario e un libro mediocremente scritto. Questo è quanto la collana si propone: il lettore valuterà con quale risultato.

Delitti Dipinti
Nel mondo cinico e pettegolo del mercato dell’arte, una serie di misteriosi delitti sembrano seguire, da un luogo all’altro, la scia di un’importante mostra di pittura. La polizia brancola nel buio. Grazie a un’intuizione per certi versi anch’essa artistica, di un giovane pittore coinvolto in una mostra parallela, si sospetta che causa dei delitti siano gli splendidi, sensualissimi nudi di Amedeo Modigliani, lo straordinario pittore italiano che trovò a Parigi la propria consacrazione. Storia di una lunga follia di devozione familiare sfociata nel delitto.