La mantide e Chinatown - A. N. Marzano e M. Pace

I gialli si leggono, in genere, per arrivare alla fine. Non è stato sempre così: i grandi autori del secolo scorso, e prima ancora in Poe, il giallo aveva dignità di scrittura. Agiva in territori della società originali, indagava realtà. Raccontava non solo delitti, ma ambienti e psicologie. Poi si è via via imposta una sorta di lettura orgasmica che chiedeva solo azione e sorpresa, così che nessuno pensa al Pasticciaccio di Gadda come a un giallo. Ci deve essere una via di mezzo tra il capolavoro letterario e un libro mediocremente scritto. Questo è quanto la collana si propone: il lettore valuterà con quale risultato.

LA MANTIDE e CHINATOWN
Due autori che rifiutano gli effetti speciali della vicenda e la letterarietà della scrittura e che quindi raccontano, con la leggerezza della lingua di tutti i giorni, due pezzi di vita in ambienti diversi ma vicini a noi. In entrambi i racconti l’atmosfera è quella della nostra quotidianità e la vicenda narrata è quella marginale di ogni esperienza umana: a tutti i lettori potrebbe accadere qualcosa di analogo o di simile dietro l’insicurezza, vera o presunta, dei nostri tempi.