AA. VV. - Caffé letterario vol. I

Ennio Abate, poeta e critico milanese, ha di recente calcolato che in Italia scrivono poesia circa un milione e mezzo di persone e ha introdotto nel dibattito sulla poesia il fortunato concetto di “moltitudine poetante”. È vero che c’è un esercito di poeti che aspirano alla notorietà e vorrebbero pubblicare. 
Qui interviene l’equivoco e si pone il problema. Pubblicare è necessario per cominciare. Il libro, una volta stampato, deve andare in giro, va in una libreria dove qualcuno deve andarlo a comprare per portarselo a casa. Tra ognuno degli aspiranti poeti ci sono notevoli varietà, soprattutto nel rapporto con il pensiero e con la lingua, o meglio la parola come si dice della lingua di ciascuno di noi. La lingua è quella che ci consente di comunicare con gli altri, di capirli. Noi crediamo poco nelle classifiche, anche perché sotto certi livelli di esperienza e di impegno è difficile valutare le differenze tra un poeta e l’altro. E sopra questi livelli, quando sono eccellenti, è inutile, oltre che impossibile, distinguere.
Non vogliamo credere, come peraltro importanti critici sostengono, che tolti una decina di grandi poeti attivi nel mondo, tutti gli altri, dall’undicesimo all’ultima persona che si ingegna di scrivere versi, valgano allo stesso modo. Vogliamo credere, invece, che ognuno esprima un proprio interno bisogno di espressione e che voci diverse, spinte dalla stessa passione, si esprimano nel tempo nella società. Pochi, peraltro, arrivano ai lettori. Per questo abbiamo pubblicato i testi degli appartenenti al gruppo del Caffè Letterario fondato da Luciana Leone.