Case Aler e occupazioni: una situazione al limite

A gennaio 2013 le case popolari occupate abusivamente a Milano erano meno di 3000; all’inizio di questo novembre risultano essere più di 4000. È tutta in questi numeri la condizione di emergenza che stanno vivendo gli abitanti regolari delle case gestite dall’Aler, che si trovano coinvolti in una situazione ormai non più sostenibile, in cui si ha paura di lasciare vuota la propria abitazione anche solo per qualche giorno, per il timore di trovarla occupata al rientro.

Ciò infatti è capitato, per esempio, a un uomo residente in uno stabile di edilizia popolare in zona San Siro, ricoverato in ospedale, il cui domicilio è stato violato da una famiglia di abusivi. A completare il quadro si aggiungono anche i numerosi furti avvenuti nei quartieri dove maggiore è il numero delle case occupate, con minacce e aggressioni da parte di alcuni irregolari a condomini che hanno provato a opporsi a questo stato di degrado e di illegalità.

Per porre un freno a tale situazione, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini aveva avanzato la proposta di un intervento dell’esercito per censire e sgomberare gli abusivi, ipotesi respinta dalla ministra Maria Elena Boschi, la quale, durante un’interrogazione della Lega alla Camera, ha risposto che Le Forze Armate non possono svolgere attività di censimento su chi occupa abusivamente le abitazioni.

Più articolata è invece la proposta del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il quale, intervistato dal Corriere della Sera, ha suggerito un piano che preveda la messa in campo di vigilantes per prevenire le occupazioni, supportati dal sostegno dei Comitati degli inquilini e l’installazione di telecamere nelle zone più insicure. Inoltre, ha proposto l’assunzione di nuovi portieri negli stabili a rischio, figure indispensabili per segnalare tempestivamente alle Forze dell’Ordine problemi e atti criminali.

Il vero problema è, però, più che la modalità con cui saranno arginati i fenomeni di abusivismo, il fatto che è venuto meno il principio di tutela della legalità, trasformando queste zone periferiche in un autentico far west, teatro di scontro tra condizioni di disagio di vario tipo. 

L’esasperazione degli abitanti dei quartieri ai margini della città si è vista nei giorni scorsi, quando un buon numero di persone è sceso in strada per protestare, non tollerando più lo stato di insicurezza degli ultimi anni. Per evitare la possibilità che la situazione degeneri, quindi, è necessario che le Istituzioni non solo facciano sentire la loro voce, ma che, con i mezzi che la legge consente, provvedano a mettere in atto quelle misure che gli abitanti regolari di questi stabili richiedono invano ormai da troppo tempo. 

È vero infatti che molti degli occupanti abusivi avrebbero, in base alla normativa vigente, diritto anch’essi a un’abitazione popolare, ma è anche vero che ci sono persone che per quelle stesse case sono in lista d’attesa da molti anni. Per tutelare anche le loro legittime richieste, quindi, è necessaria subito un’azione concreta da parte degli Organi istituzionali che, fatti salvi i diritti di tutti, riaffermi il rispetto della legge in queste zone di Milano, lungamente lasciate sole a loro stesse.      

Fabio Figiaconi