Città Metropolitana Milanese - Lo Sviluppo sotto i campanili

Con particolare riferimento al tema della Citta' Metropolitana milanese - ormai si deve prender atto che il riferimento al territorio comunale, risulta obsoleto e inadatto a reggere il passo con l'esigenza della competitività' internazionale delle conurbazioni e dei territori. Va rilevato peraltro che latita, in questo sistema, un criterio omologativo tra i 134 Comuni che ne fanno parte. Mi chiedo allora se sia mai possibile che in due comuni contermini si possano applicare due distinti e diversi regimi fiscali (Imu, Tasi etc ) e due diversi regimi dei suoli (la legge regionale stabilisce infatti che ciascun comune abbia la facoltà' di introdurre o meno la perequazione urbanistica nella pianificazione del proprio territorio) ad immobili confinanti ma divisi dalla linea di confine; e che, in presenza del criterio perequativo, poi, possano traslare i diritti edificatori di aree limotrofe, il comune di Milano in piazza del Duomo e il piccolo comune adiacente, nel proprio centro, con enormi disparità economiche. Sono queste le condizioni su cui si dovrebbe basare la competitività economica dei territori, in una prospettiva di economia globalizzata?

La Città Metropolitana non può dunque ritenersi ridotta a un mero livello di organizzazione di servizi comunali. Dovrebbe viceversa esser strutturata come livello istituzionale alla cui scala configurare le funzioni-chiave dell'Amministrazione pubblica locale, oggi rientranti nella competenza dei singoli Comuni.

Su questa premessa si è incentrato il Seminario promosso da CIAM, ARCHXMI, AIM, con il patrocinio di Assoedilizia e dell' Ordine degli Architetti di Milano sul tema ‘Metodo e questioni operative per la Città Metropolitana’, secondo ciclo di quattro dal titolo ‘Osservatorio Metropolitano-Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana’. Di fronte, poi, al problema della governance, nel dibattito qualcuno ha sostenuto che l’alternativa sarebbe quella di riprendere, allargato, il ruolo prima svolto dalle Province. Con la visione di una città postmetropolitana che coinvolga l’intera Lombardia.

Achille Colombo Clerici