Expo 2015: oltre ogni aspettativa

I numeri dell’esposizione universale del 2015 stanno superando le più rosee aspettative, con oltre 60 padiglioni espositivi presenti, ben 18 in più rispetto all’Expo di maggior successo, cioè quella di Shanghai.
Anche il numero dei Paesi desiderosi di parteciparvi aumenta quasi quotidianamente, ultimi in ordine di arrivo Bosnia e Polonia, che portano così il totale a 141.

L’Expo si dimostra una fonte di attrattiva formidabile anche dal punto di vista lavorativo: secondo una stima dell’università Bocconi solo a Milano e provincia, durante il periodo dell’esposizione, saranno creati 102mila nuovi posti di lavoro nei settori dell’industria, della ristorazione, dei servizi e del turismo.

Per fare in modo che questi posti di lavoro non siano solo limitati al periodo dell’evento, il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli ha avanzato l’ipotesi di concedere incentivi sia agli imprenditori che effettueranno assunzioni sia a quelle imprese che dopo la manifestazione confermeranno i nuovi occupati, per rendere Expo un’eredità duratura per il territorio milanese.

Un vero e proprio boom di richeste di lavoro ha poi interessato la società Expo 2015 s.p.a., che a fronte di 600 professionalità richieste per completare il suo organico ha visto la presentazione di oltre 60mila candidature provenienti da tutta Italia, a testimonianza che i temi di Expo suscitano interesse non solo in Lombardia, ma in tutto il Paese. A fare in modo che quindi Expo non sia solo un evento milanese, ma che coinvolga tutti i soggetti presenti in Italia, nello specifico Comuni e Regioni, penserà il Padiglione Italia, che grazie alla sua posizione centrale all’interno del sito espositivo sarà una vetrina internazionale unica per le eccellenze del nostro Paese.

Padiglione, quello italiano, che tra gennaio e febbraio comincerà a essere edificato, insieme a quelli di altri 141 Paesi, che faranno arrivare sul sito del cantiere i loro progettisti e le loro manifatture.

Un anticipo, quindi, di quel melting pot di uomini, lingue, esperienze e incontri che l’Expo del 2015 si propone di essere.

Fabio Figiaconi