Oltre agli appalti truccati c’è qualcosa da salvare

Dopo gli arresti del mese di marzo, che avevano riguardato tra gli altri Antonio Rognoni e Pierpaolo Perez, rispettivamente direttore generale e responsabile della sezione “Gare e appalti” della società “Infrastrutture Lombarde”, accusati di aver orientato alcuni appalti connessi ad Expo verso imprese amiche, anche il mese di maggio ha visto un’ondata di arresti, questa volta in misura ancora maggiore.

L’8 maggio infatti sono finiti in manette Angelo Paris, direttore della divisione “Costruzione e smantellamento” di Expo 2015, e l’ex senatore del Pdl.Luigi Grillo, insieme a due vecchi nomi legati a doppio filo alla stagione di Tangentopoli: l’ex democristiano Gianstefano Frigerio e l’ex militante del P.C.I. Primo Greganti.

Secondo la procura, i personaggi sopra citati avrebbero formato una “cupola” di potere volta a favorire la carriera lavorativa di manager pubblici e di membri delle forze di controllo disposti a chiudere un occhio sulle procedure illecite di assegnazione degli appalti pubblici, destinati ad aziende pagatrici di mazzette.

Il più importante appalto assegnato illecitamente sarebbe quello riguardante la realizzazione delle architetture di servizio (magazzini, depositi, montacarichi) sul luogo dell’Esposizione universale a Rho-Pero, del valore di 67 milioni di euro e assegnato alla “Maltauro costruzioni spa” di Enrico Maltauro, imprenditore veneto finito anch’egli in manette nell’ambito dell’inchiesta.

Altri appalti che si sospettano essere pilotati sono quelli relativi al progetto “Vie d’acqua per Expo” e quello relativo all’edificazione dei parcheggi nei pressi del sito espositivo.

Nei prossimi mesi verranno svolti interrogatori per cercare di disegnare un quadro ancora più chiaro della rete di corruzione e favori tessuta in questi anni.

Quest’ultima inchiesta della procura, la più grave che ha riguardato l’Expo fino a questo momento, getta una luce ancora più scura sull’immagine già inquinata dell’Esposizione universale meneghina.

Dopo la candidatura di Milano e la vittoria contro la città turca di Smirne, il clima intorno a questo grande evento così importante per la città era elettrizzante.

Nel giro di breve tempo, purtroppo, questo entusiasmo è stato smorzato dapprima dalle beghe politiche per l’assegnazione dei ruoli di controllo all’interno di Expo e poi dalla gestione a dir poco opaca dei lavori sul sito espositivo, con infiltrazioni di aziende in odor di mafia e appalti pilotati.

A uscirne a pezzi davanti agli occhi dei cittadini è l’immagine stessa di Expo, ormai percepito quasi trasversalmente come il solito “magna-magna” all’italiana, e questo è un peccato, perché, accanto agli episodi negativi di cronaca giudiziaria, in questi anni si sono svolti e si svolgeranno a Milano importantissimi eventi, scientifici, ricreativi e culturali, legati ai temi della nutrizione e dell’alimentazione globale, argomenti di interesse internazionale, in grado di porre la nostra città al centro dell’attenzione del mondo.

Se quindi è necessario individuare e punire chi in questi anni ha usato il nome di Expo per arricchirsi illecitamente, bisogna anche riconoscere le cose positive, e spesso poco pubblicizzate, che la manifestazione ha portato e porterà in futuro alla nostra città

Fabio Figiaconi