Il poliziesco deduttivo di stampo inglese sposato con il dinamismo di quello americano nei romanzi di Rex Stout

Fra gli scrittori americani di polizieschi più amati del Novecento soprattutto per quanto riguarda l'arma del talento narrativo un posto di rilievo lo occupa Rex Stout, creatore del grosso e grasso Nero Wolfe, investigatore privato newyorkese coadiuvato dal longilineo Archie Goodwin, suo valido braccio destro nonché narratore in prima persona delle indagini da lui svolte per conto del suo datore di lavoro.

Rex Stout nacque a Noblesville nell'Indiana il primo dicembre 1886 e morì a Danbury nel Connecticut il 27 ottobre 1975, poco dopo l'uscita del suo ultimo romanzo con Nero Wolfe, pubblicato all'età di 88 anni. Lo scrittore era nato da genitori di religione quacchera insieme ad altri sette fratelli, e forse fu in onore della religione di famiglia se a un'età ancora giovane finì per adottare la tipica barbetta caratterizzante i quaccheri. Per fortuna che i suoi futuri romanzi e racconti la barba non la procurarono a chi leggeva libri deliziosi da consumare in poche ore o in qualche giorno. La famiglia del giovane Rex (autentico nome e non discutibile diminutivo) si trasferì ben presto in Kansas, in pieno Wild West visto che siamo ancora nella seconda metà dell'Ottocento, dove il futuro scrittore frequentò la scuola pubblica e l'università. Precoce lettore, a tre anni aveva già letto la Bibbia, a 10 i testi scritti dal padre insegnante, relativi a storia, scienza, filosofia e poesia, a 13 fu anche campione di ortografia. A 18 anni fino ai 21 entrò nella Marina degli Stati Uniti imbarcandosi sul Mayflower, lo yacht del presidente Roosvelt, con la mansione di sottufficiale addetto al servizio amministrativo. Dopo aver terminato il servizio di Marina durato quattro anni, per altri quattro svolse lavori diversi in diversi Stati dell'America: venditore di libri come il suo collega inglese James Hadley Chase, di sigari, di souvenir indiani ad Albuquerque, guida turistica a Santa Fe, stalliere a New York, direttore di albergo. Nel 1912 inizia a pubblicare su riviste, nel 1916 si sposa per la prima volta e nel 1933: anno di esordio sulla rivista Black Mask del suo grande collega Raymond Chandler nonché uscita del primo Perry Mason, si sposa per la seconda volta, avendo dalla nuova moglie due figlie. Nel 1929, con il crollo della borsa di Wall Street perde molto denaro ma in quello stesso anno pubblica anche il suo quinto romanzo (non poliziesco) dopo l'esordio avvenuto nel 1913. Il romanzo non avrà molto successo, al contrario cinque anni dopo quando esce il primo libro con Nero Wolfe protagonista, al quale seguiranno nei successivi 41 anni oltre trenta romanzi di lunghezza standard, più vari romanzi brevi nonché quasi 40 racconti con la coppia Wolfe-Goodwin, il quale ultimo è anche il narratore in prima persona delle storie, secondo la collaudata tecnica inaugurata dal Dupin di Poe, proseguita con il Watson di Conan Doyle creatore di Sherlock Holmes, e approdata ai primi casi di Poirot di Agatha Christie dove a narrare è il suo amico capitano Hastings. Il grande successo della ditta Wolfe-Stout non gli impedirà di scrivere anche 18 romanzi e 37 racconti senza l'ingombrante investigatore. Durante la seconda guerra mondiale lo scrittore fu interventista e scrisse vari articoli di propaganda. Inoltre presentò per tre settimane un programma radiofonico intitolato "Speaking of Liberty". Nel 1959 venne premiato con il Mystery Writer of America, nello stesso anno in cui Chandler fu eletto presidente dell'Associazione degli Autori Americani di polizieschi per poi di lì a poco: il 26 marzo, morire a causa di una broncopolmonite. Rex Stout con il suo modo di scrivere portò avanti il poliziesco deduttivo di stampo inglese sposandolo con il dinamismo del poliziesco americano incarnato nella figura dell'investigatore privato Archie Goodwin, magro, donnaiolo, amante della battuta salace come i suoi omologhi della tradizione americana: Marlowe, Archer, Hammett più una pletora di altri detectives che lo avevano preceduto (vedi il Continental Op e il Sam Spade di Hammett) e che lo avrebbero poi seguito (lo Shell Scott di Richard Prather e il Peter Chambers di Henry Kane). Nero Wolfe si sposta raramente dalla sua bella casa di arenaria di quattro piani posta sulla Trentacinquesima Strada perché a svolgere il lavoro di gambe (e qualche volta di mani) è il suo fidato assistente Archie Goodwin (e chissà che Chandler non abbia chiamato Philip il suo Marlowe per renderlo simile all'altrettanto inglese e snob Archibald: nome per intero di Archie). Lo scrittore condivideva con il suo detective l'amore per la buona cucina e per le orchidee, nonché certi giudizi contro una certa politica e contro la super polizia(non per niente un suo romanzo della metà degli anni '60 vede Wolfe contrapposto all'FBI del famigerato Hoover, il quale come il suo omonimo re degli aspirapolvere aspirava a sua volta ma ad un potere sempre più grande da conquistare e da mantenere a base di dossier e ricatti). Rex Stout muore pochi mesi prima della sua grande maestra Agatha Christie, quasi sua coetanea perché nata solo quattro anni dopo di lui e dalla quale ereditò il talento narrativo e l'abilità nel congegnare le trame. In Italia la Rai a partire dal 1969 e fino al 1971 realizzò 10 episodi tratti da altrettanti romanzi con Nero Wolfe dove Tino Buazzelli era l'ottimo protagonista e l'altrettanto grande ma non grosso Paolo Ferrari il suo collaboratore Goodwin. E da allora il volto del geniale quanto pantofolaio detective sarà raffigurato sulle copertine dei gialli Mondadori con la faccia del bravissimo attore originario di Frascati, terra di ottimo vino nonché di un attore divino come Tino (nomen omen) era.
Rex Stout è rimasto e rimarrà nella storia del poliziesco americano per la genialità delle sue trame e la piacevolezza della sua scrittura, capace di divertire ma anche di far riflettere il lettore sui mali che affliggono la Società americana e non soltanto americana. E a proposito di riflettere concludiamo con una estrapolazione dal capolavoro di Stendhal "Il rosso e il nero": "Eh, signore! un romanzo è uno specchio che vien fatto passare su una strada maestra: a momenti riflette ai vostri occhi l'azzurro del cielo, a momenti il fango delle pozzanghere della via. E l'uomo che porta sulle spalle lo specchio sarà per questo accusato di essere immorale? Se lo specchio riflette il fango, ve la pigliate con lo specchio? Accusate piuttosto la strada, dov'è il pantano, e tanto più pigliatevela con l'ispettore stradale, che lascia ristagnare l'acqua e formarsi i pantani." (traduzione di Alfredo Fabietti)
Antonio Mecca