MARIA PIA DI MEO - L'IMPORTANZA DEL DOPPIAGGIO

La lingua italiana per la sua musicalità è la lingua al mondo più gradevole all'udito, e ben si presta a valorizzare i testi in particolare se ben letti e recitati. Il doppiaggio italiano: numero uno al mondo per il meraviglioso lavoro svolto fin dall'inizio del cinema sonoro ha reso possibile la fruizione di film stranieri alle masse di spettatori, evitando loro il fastidio dei sottotitoli che non possono far piacere se non a qualche erudito snob. Fra le doppiatrici italiane più brave, più prolifiche e con una bella voce, Maria Pia Di Meo spicca per tutte queste qualità e per la sua bellezza. Nata a Roma con il nome di Maria Pia Tempestini da una coppia di attori: Giotto Tempestini e Anna Di Meo, Maria Pia inizia a doppiare a sei anni sotto la direzione della sua grande collega Lydia Simoneschi, voce storica e sensuale della sensualissima Ingrid Bergman, quando ancora non è in grado di leggere vista la giovanissima età, per cui era necessario che memorizzasse il testo. In quel periodo studia anche danza classica. Quando diventa più grande e la sua voce deliziosamente sensuale, nell'ascoltarla ci sembrerà quasi di vorticare in passi di danza intenti a comporre un disegno a olio, tanto la sua voce scorre liscia come l'olio, dando appunto sostanza a ciò che l'attrice doppiata sta dicendo. Maria Pia Di Meo debutta a teatro a 11 anni con la commedia "Peer Gynt", di Ibsen, al fianco di Vittorio Gassman, a 18 nella compagnia Ferzetti-Pagnani nella commedia "Adorabile Giulia", quindi per alcuni anni membro della compagnia del teatro stabile de L'Aquila, dove fra gli altri interpreta testi di Strindberg e di Molière. Nel 1953 doppia Anna Maria Ferrero nel film "Febbre di vivere", dove: seppure più giovane di lei, la propria voce risulterà e risalterà più che azzeccata sulla diciannovenne Anna Maria. Nel frattempo frequenta il liceo classico "Giulio Cesare", a Roma, dove una volta conseguito il diploma rinuncerà a proseguire gli studi all'Università perché già quasi totalmente assorbita dal lavoro più che altro di doppiatrice. Il doppiaggio a quell'epoca e non solo in quella era anche (come affermava Emilio Cigoli, altrettanto grande doppiatore) una questione di quantità, per cui al doppiaggio dell'attore di serie A in film della medesima categoria, venivano alternati film di serie B e C con interpreti dello stesso basso livello che però potevano avvalersi di voci di serie A perché appartenenti ad attori veri. Così ad attrici del modesto calibro di Marisa Allasio o Claudia Mori, Maria Pia Di Meo alternò il doppiaggio di attrici come Audrey Hepburn a partire da "Guerra e Pace" per poi culminare nel magico "Colazione da Tiffany", dove la commistione di vari fattori: musica, sceneggiatura, regia, interpretazione, doppiaggio, colore diedero calore al film che da allora: 1961, ancora ci riscalda quando ci viene riproposto. Fra le varie e variegate attrici dalla Di Meo doppiate: Barbra Streisand, Jane Fonda, Julie Christie, come non ricordare l'altra Julie, Andrews, protagonista di "Mary Poppins", la cui voce venne italianizzata da Maria Pia (nelle parti cantate ci fu la voce della cantante Tina Centi). Il doppiaggio di Maria Pia Di Meo è moderno, non enfatico come quello delle precedenti colleghe Tina Lattanzi e Lydia Simoneschi, bensì fresco e spontaneo e rispettoso della tonalità dell'interprete originaria. Dagli anni '50 agli anni '70 la sua voce ha avuto la freschezza dell'acqua di un ruscello e l'impetuosità di quella di un torrente. Poi, maturando, è diventata più calda, come la definisce Meryl Streep, meravigliosa attrice (forse la più grande al mondo) che la Di Meo ha doppiato fin dagli inizi della seconda metà degli anni Settanta, in film come "Olocausto", "La mia Africa" e "I ponti di Madison County", quest'ultimo datato metà anni '90, stesso periodo del doppiaggio della bella serie western de "La signora del West", dove doppiava la protagonista Jane Seymour.

Maria Pia Di Meo è anche direttrice del doppiaggio, attività che consiste nel selezionare gli attori che daranno la propria voce agli interpreti di film o telefilm, e attrice di passati sceneggiati televisivi come "Una cattedrale per l'isola", "Doppio gioco", "Una ricetta infallibile", tutti e tre diretti dal grande Anton Giulio Majano, nonché di episodi più recenti in varie serie di telefilm. Pur essendo un'attrice brava e credibile, Maria Pia Di Meo è al doppiaggio che ha dato pressoché tutto, infondendo grande carica all'interpretazione delle sue colleghe dello schermo. La sua carriera si è svolta in gran parte all'ombra di una voce: la voce meravigliosa di cui la natura l'ha dotata e di cui lei: con bravura e tenacia ha saputo adattare non solo al labiale delle attrici doppiate ma anche reinterpretare, fissando lo sguardo su quello loro per cogliere l'espressione che le attraversa durante l'interpretazione. Per cui se milioni di spettatori hanno potuto conoscere i vari lavori realizzati per lo schermo, questo lo si deve ai doppiatori, i quali riescono a far raggiungere la sufficienza anche ad attori mediocri purché sufficientemente sorretti dalle belle e intense voci dei loro colleghi all'ombra delle sale di doppiaggio.      

Antonio Mecca