2017 per le Periferie?

Milano è capacissima di promuovere significativi eventi (Expo, il Salone del Mobile ed il Fuorisalone, Bookcity) e realizzazioni (i grattacieli di Porta Nuova). Ma tale capacità si scontra con il “giorno dopo giorno”, dove si segna il passo, dove ci si perde, dove non si riesce ad acquisire il ritmo, il metodo adeguato, nelle periferie, tutte! Quelle degradate, che vedono i loro epicentri nei quartieri di edilizia residenziale pubblica, evidenza di un metodo sbagliato, ma anche quelle che degradate non sono, la maggior parte, ma che comunque rimangono ai margini dell’attenzione cittadina.

“FARE MILANO”
In tale contesto si è collocata la presentazione di “Fare Milano”(12 dicembre), il progetto dell’Amministrazione comunale che traccia linee ed impegni della città dei prossimi anni, che ha nelle “Periferie” il punto centrale, con l’obiettivo di «annullare il divario tra una Milano che cresce e funziona ed una Milano che soffre e fa fatica» (Sindaco Sala). Con una previsione di spesa di 356 milioni (296 per progetti di ambiti strategici e 60 per cantieri con vocazione sociale), con cinque macro-progetti per altrettante zone della città: Qt8 e Gallaratese, Via Padova-Adriano-Rizzoli, Corvetto e Porto di mare, Giambellino e Lorenteggio, Niguarda e Bovisa. Con la messa a disposizione di 800 appartamenti sfitti e diversi progetti di riqualificazione di strade, spazi pubblici, aree verdi, con nuove scuole, un teatro per l'infanzia e adolescenza a Maciachini e una serie di progetti sociali.
MUNICIPI
Ma, le Periferie non possono rischiare di identificarsi con una sommatoria di interventi, troppo spesso più dispendiosi del dovuto e con risultati molto lontani dalle attese, come avvenuto per i precedenti interventi dei cinque “Contratti di Quartiere” nelle case popolari (con una non indifferente spesa di 235 milioni!). Infatti, gli interventi devono essere accompagnati “giorno dopo giorno”, perché la periferia ha bisogno di una attenzione costante e strutturale da parte di tutta la città, perché non è un problema settoriale, ma richiede un approccio interdisciplinare e sistemico. Ma, se la condizione delle periferie delle grandi città si presenta piuttosto differenziata, «comuni sono, invece, i punti deboli di uno sviluppo equilibrato riferibili sia alla mancanza di identità, che all’assenza di un’organizzazione amministrativa adeguata (la cosiddetta “governance”), che abbia l’obiettivo di definire una strategia complessiva» (Libro bianco sulla governance europea, Commissione Europea 2001). In tale contest,un ruolo determinante di raccordo dovrebbe essere svolto dai nuovi Municipi, il “centro amministrativo” vicino. Allora, siamo sulla buona strada? Vedremo, anche se quanto accaduto sia nel passato sia recentemente non è incoraggiante, come il fatto che il regolamento dei Municipi non preveda competenze sulle case popolari. Quindi, quello dei Municipi è un aspetto “strategico”, da tenere in attenta considerazione, se non vogliamo ricadere in storiche illusioni.
CLASSE DIRIGENTE
Ma la condizione delle periferie evidenzia anche l’assenza di una classe dirigente, che non è quella che riesce a determinare i destini a proprio vantaggio, bensì quella che si carica sulle spalle il peso delle necessità, indicando un percorso utile alla comunità cittadina. Una responsabilità che deve essere diffusa, ma connessa, perché «Milano è come un operoso alveare, con tante celle che non comunicano tra di loro. Una Milano che non fa sistema» (Indagine Ipsos, Forum Brand Milano).
“2017 - ANNO PER LE PERIFERIE”
Ma perché ciò avvenga è necessario un “cambiamento mentale”, passare dalla richiesta alla proposta, ed anche un “fare sistema”, elemento mancante nella nostra città che, così, non riesce a mettere a fattor comune le energie e le capacità che pur esistono. In tale contesto si colloca il percorso “2017 - Anno per le Periferie di Milano” (www.periferiemilano.com), una proposta che invita alla condivisione ed alla costruzione, che vuole favorire la riflessione, ma anche l’azione, attraverso una progettazione partecipata, che deve crescere unitamente a chi è attivo nei quartieri e con le istituzioni.
Walter Cherubini
Consulta Periferie Milano
www.periferiemilano.com