ALLE MEDIE A SCUOLA DA SOLI?

Gli alunni del Cavalieri ne discutono con la vice-sindaco Scavuzzo
e il pedagogista Novara

È giusto che i ragazzi e le ragazze che frequentano la scuola media tornino a casa da soli? È la città il contesto adatto alla costruzione e alla conquista della loro autonomia?

Mercoledì 15 novembre, alle ore 11.30, nella Sala Orologio di Palazzo Marino, un gruppo di alunni dell’Istituto Comprensivo Cavalieri ne discute con la vice-sindaco Anna Scavuzzo, il pedagogista Daniele Novara e la formatrice Laura Beltrami in una conversazione maieutica aperta, dove non esistono risposte giuste ma opinioni da ascoltare. A cominciare da quelle dei cittadini più giovani, che hanno a disposizione uno spazio pubblico in cui esplicitare il proprio pensiero, sperimentare una dialettica anche conflittuale e fornire spunti di riflessione a chi li amministra. Ragazzi adolescenti, spesso più alti dei loro genitori, ma considerati «assolutamente incapaci» da un’interpretazione molto restrittiva dell’articolo 591 del codice penale, quello sull’abbandono di minore. Ora, padri, madri e pure nonni possono tirare un sospiro di sollievo. I tredicenni italiani potranno uscire da scuola da soli, previa autorizzazione dei genitori che esonera gli istituti dalla responsabilità «connessa all’obbligo di vigilanza». La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera all’emendamento Pd a firma Marcucci e Puglisi che risolve la questione dell’uscita dalle scuole medie. Si precisa anche la modalità di esenzione dalla responsabilità in caso di servizi di utilizzo degli scuolabus. Gli under 14 potranno così tornare a fare quello che hanno fatto per 50 anni senza che nessuno trovasse niente da ridire. Ovvero sperimentare a partire dalla prima media spazi progressivi di autonomia indispensabili per il corretto sviluppo di un adolescente.

Flavio Fera