Carla Fracci

Una fra le più grandi ballerine al mondo è stata ed è Carla Fracci, milanese doc e anche dop, visto che artisti della sua razza vanno protetti e tutelati.

Per i suoi ottant'anni - l'Artista è nata il 20 agosto 1936 - il teatro alla Scala aveva deciso di dare in suo onore lo spettacolo "Giselle", protagonista Roberto Bolle e Svetlana Zakharova, e di invitare in platea Carla Fracci. Ma la grande ballerina ha rifiutato perché si è sentita offesa, visto che sul palco avrebbe voluto esserci lei per ripercorrere la storia della propria vita in quello che è stato da sempre se non la prima sua casa quella però più importante, avendo iniziato a dieci anni a frequentare la scuola e ottenendone il diploma otto anni dopo, nel 1954. In seguito ci furono vari stage a Londra, Parigi, New York. Dopo due anni dal conseguimento del diploma divenne ballerina solista, poi nel 1958 fu prima ballerina a fianco di grandi partner quali Rudolf Nureyev e Mikail Baryshnikov, interpretando opere quali "Romeo e Giulietta", "Il gabbiano", "Il lago dei cigni" e "Giselle", appunto. Per essere una grande ballerina bisogna essere anche una grande interprete, per cui non le sarà costata grande fatica calarsi nei panni di Giuseppina Strepponi, moglie di Giuseppe Verdi, nell'omonimo film televisivo del 1982 diretto da Renato Castellani. Provvista anche di carattere generoso, si è esibita persino nel carcere di San Vittore in uno spettacolo dedicato alle detenute, ed è facile immaginare ciò che quelle donne giustamente e talvolta ingiustamente recluse ma sempre sofferenti per la privazione della libertà dovettero provare nel vedere e ammirare e invidiare quella creatura meravigliosa che sembrava librarsi davanti a loro simile a un uccello che facesse prove di volo prima di spiccare il salto definitivo verso il cielo e il suo orizzonte infinito, mentre invece finito, per sempre o per lungo periodo ma sempre vissuto con intensa sofferenza, era il loro status di persone libere. Carla Fracci era figlia di un tranviere dell'Atm, e se la strada - ferrata - del padre era sempre quella, rigorosamente delimitata e limitata dai binari, quella della figlia è stata una grande strada che l'ha condotta in gran parte del mondo proponendo la propria bravura umanizzata dalla sua personalità con il carattere forte e profondamente umano.. La si ricorda anche in alcune partecipazioni televisive, a fianco di Mina, esibirsi in balli moderni con musica dance che ne esaltava la sua figura giovane e attraente. L'offerta che il teatro San Carlo di Napoli le ha fatto di esibirsi il 26 e 27 ottobre in uno spettacolo in suo onore: "La musa della danza. Auguri, Carla!" è un omaggio che la capitale del Sud ha dedicato alla figlia della capitale del Nord e al suo capitale di artista che sempre verrà ricordato anche grazie ai numerosi filmati che ne conservano e preservano alla memoria la bellezza e il fascino della sua arte.
Antonio Mecca