CASE POPOLARI PER IL PIENO UTILIZZO DI BOX E POSTI AUTO IL COMUNE ABBATTE I CANONI DI LOCAZIONE

L’obiettivo è ridurre i rischi di degrado e i fenomeni di abusivismo.
Per contrastarne il mancato utilizzo, che espone al degrado, alle occupazioni e agli usi impropri, cambiano i criteri per la determinazione e l’applicazione dei canoni di locazione di box, autorimesse e posti auto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Con il nuovo indirizzo, appena approvato dalla Giunta, l’Amministrazione introduce parametri di maggiore flessibilità e coerenza con l’obiettivo di restituire all’uso dei cittadini alcuni spazi del patrimonio di proprietà comunale in gestione a MM. Per i quartieri dove i box e i posti auto risultano prevalentemente vuoti, verrà lanciato un avviso pubblico; nel caso le domande degli inquilini delle case popolari di riferimento non coprissero l’intera offerta, è prevista la possibilità di affitto ad altri cittadini, che abitano o lavorano nelle vie limitrofe o nella zona, con priorità a persone con disabilità. Per queste ultime, peraltro, resta valida l’attuale normativa, che prevede la gratuità della locazione nei casi di invalidità totali (100%) o di nuclei assegnatari in cui sia presente una persona non vedente. La durata contrattuale sarà di 6 anni più altri 6. Se, in seguito all’avviso pubblico, dovessero permanere ancora unità sfitte, si procederà con un ribasso del canone di locazione, il cui canone mensile minimo non potrà essere comunque inferiore ai 10 euro per i posti auto e ai 20 euro per i box, sulla base della loro localizzazione a seconda delle zone. Si partirà da una riduzione del canone del 20% per le zone centrali per arrivare, gradualmente, all’abbattimento del 60% nel caso di quelle extraurbane.
Sono diverse le situazioni in cui la locazione di box e posti auto non ha avuto la diffusione attesa, e anzi in molti stabili, in particolare di recente assegnazione, come i complessi delle vie Appennini, Senigallia, Ovada e Feltrinelli, ma anche in via Borsieri, la quasi totalità delle unità risulta essere sfitta. Questi i motivi che hanno spinto l’Amministrazione ad interpellare la Regione Lombardia, le cui leggi regolamentano la materia, circa la possibilità di, a determinate condizioni, ulteriori abbattimenti del canone, ottenendo parere positivo. Nulla osta, infatti, a mitigare quanto previsto dalla normativa regionale con altri criteri che tengano particolare conto dei contesti socio-economici dei territori di riferimento.