DA CHIAMAMILANO

MILANO DIGITALE, IL PIANO DEL COMUNE

Fascicolo del cittadino, cruscotto della mobilità e sistemi per la sicurezza: ecco i dettagli della riorganizzazione dei servizi digitali dell'amministrazione
Come già annunciato, arriva il piano di trasformazione digitale di palazzo Marino, presentato il 28 ottobre dopo la riunione di  Giunta dal sindaco Giuseppe Sala e dall'assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici Roberta Cocco. Obiettivo: raddoppiare i cittadini che oggi usano i servizi online.
"Oggi l'uso dei nostri servizi online è al 40%"ha spiegato l'assessore. "Va abbastanza bene, è nella media europea, ma c'è molto da fare per arrivare almeno all'80%". Tra gli interventi necessari, quello della "dematerializzazione" dei documenti dell'amministrazione: "solo il 5% dei documenti oggi è digitale", continua Cocco, mentre una "razionalizzazione" è prevista anche per i tre portali principali dell'amministrazione (quello del Comune, del turismo e della mobilità) e per i 22 secondari: "I contenuti sono tutti utili ma bisogna superare il concetto di 'portale' per andare verso una 'piattaforma', un hub digitale".
Sul tavolo della giunta ci sono alcune novità, tra cui la creazione di un "Fascicolo del cittadino" come area online, personale e sicura, per tutte le "interazioni" con il Comune, un "Cruscotto della Mobilità'" e anche un sistema evoluto per la sicurezza, al servizio della polizia locale, per il monitoraggio della città e e la gestione delle emergenze. 
Il Sindaco Beppe Sala ci tiene a ribadire che non si tratta di un "libro delle buone intenzioni", ma di  un piano già operativo, che parte da situazioni in cui si sta già lavorando. "Abbiamo ripreso lavori aperti sotto la precedente amministrazione e velocizziamo alcune procedure" ha dichiarato.
Dopo la riorganizzazione della macchina comunale, avviata la scorsa settimana, quella dei servizi digitali del Comune è "legata" a questa: "All'interno della struttura del comune le parole d'ordine sono integrazione e orchestrazione. Oggi usiamo 852 server, 200 applicazioni e soprattutto ben 185 database, che dovranno armonizzarsi il più possibile" ha detto poi Roberta Cocco, raccontando una situazione che Sala definisce "inaccettabile", comune un po' a tutte le città, "ma è inammissibile rispetto a un funzionamento moderno della macchina comunale. Da qui bisogna rapidamente muoversi".
Naturalmente l'ispirazione viene da fuori: l'idea, che si chiama Digital Bridge, è fare "partnership internazionali di mutuo scambio, cercando di mantenere rapporti positivi con città di riferimento perché ci diano una mano: questi ci permetterà di spendere di meno e fare più in fretta" ha spiegato Sala. I "riferimenti" internazionali nel campo della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche sono oggi l'Irlanda, con il suo "fascicolo del cittadino" chiamato "My Gov Id", Barcellona con il suo portale unico, Parigi per gli open data e la partecipazione, New York per la gestione degli immobili. Proprio con la Grande Mela "vogliamo fare una partnership molto forte", ha detto Cocco, perché la città in questo campo "è molto molto avanti", ha sottolineato il sindaco: "Si pensi a cosa significa avere una serie di informazioni sugli edifici e lo stato della residenza anche nella gestione della sicurezza: è un aspetto affascinante e molto importante". La prima occasione si presenta già a fine novembre con l'incontro a Milano con una delegazione newyorkese, per "raccontare le esigenze di Milano e portare le nostre eccellenze".
I progetti del Comune prevedono: un "Fascicolo del cittadino" per gestire ogni pratica e rapporto con l'amministrazione, un "Cruscotto della mobilità", per le informazioni su traffico, sosta, area C, uno "Spazio sociale" per la domanda e offerta di servizi sociali, il sistema per la gestione della sicurezza, la "digitalizzazione dell'educazione", con strumenti online per tutto ciò che riguarda la scuola, dalle iscrizioni alle presenze dei docenti, la digitalizzazione delle pratiche urbanistiche, uno sportello digitale degli eventi, Open data per la partecipazione dei cittadini, uno "Spazio municipi". Infine, la formazione: per i cittadini "non digitali" perché "il digitale non deve lasciare indietro nessuno", e per i dipendenti del Comune: "Non abbiamo in programma riduzione del personale attraverso l'uso della tecnologia - ha rimarcato Sala - perché i bisogni sono molti. Anzi, tra gli obiettivi dell'assunzione di giovani c'è anche l'acculturamento della struttura: non c'è un problema di numeri ma di crescita della cultura digitale".
Altro capitolo, il piano sui social network: "Sono strumenti straordinari - dice Cocco - ma non da usare in modo improvvisato, serve un piano integrato. E un altro numero da superare è appunto quello dei nostri follower: i numeri delle altre grandi città sono molto superiori ai nostri".
Dopo la "ricognizione dell'esistente" si parte col piano, dunque: ora saranno definiti "i tempi sui singoli progetti e gli investimenti. Perché com'è naturale ci sarà un investimento iniziale, ma la trasformazione digitale deve portare a un risparmio: si tratta di capire, a regime, cosa significa".