DAL GOVERNO 1,9 MILIONI PER CONTRASTARE TRATTA E NUOVA SCHIAVITU’

Il progetto proposto ha vinto il bando, interventi per togliere dal racket donne, minori, uomini e transessuali

Il progetto per soccorrere le vittime della tratta e contrastare il racket della prostituzione, proposto dall’Assessorato alle Politiche sociali è stato approvato dal Dipartimento per Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e riceverà un finanziamento di 1,9 milioni di euro. Con queste risorse si svilupperanno interventi su un territorio sovra comunale (come richiesto dal bando) che comprende anche le province di Como, Monza e Brianza, Sondrio e Varese destinati a donne, uomini e persone transessuali, vittime di tratta per sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio ed economie illegali. Le azioni messe in campo riguarderanno il contatto, l’emersione, la tutela e la prima assistenza e in via transitoria, l’alloggio, il vitto e l’assistenza sanitaria. Le vittime della tratta per sfruttamento sessuale sono quasi tutte donne straniere provenienti da Nigeria, Europa dell’Est e Sudamerica. Le risorse del Comune destinate ai servizi contro la tratta sono cresciute nel tempo passando dai 120.000 euro del 2012 ai 520.000 euro del 2017. A queste si sono unite le risorse messe a disposizione dal Dipartimento Pari Opportunità pari a 380.000 euro. Con l’approvazione del nuovo progetto il Governo metterà a disposizione 1,9 milioni di euro.

"Aggiungiamo nuove risorse e moltiplichiamo gli sforzi per contrastare tratta e nuove schiavitù, - ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. - In questi anni abbiamo sensibilmente aumentato i fondi, ora ci dobbiamo misurare con la necessità di mettere in campo nuove azioni e strumenti a sostegno delle vittime, persone di cui si parla sempre troppo poco e che rischiano di essere carne da macello di fronte a meccanismi micidiali di sfruttamento organizzato”.

Le operazioni saranno coordinate, per la prima volta, direttamente dal Comune di Milano, in accordo con gli altri 134 comuni dell’area metropolitana e con il coinvolgimento di dieci enti attivi a Milano e sul territorio. Le vittime saranno intercettate attraverso un servizio di Pronto intervento, accolte e messe in protezione, visitate e inserite in un percorso di accoglienza che le porterà gradualmente verso la piena autonomia e il reinserimento sociale.  Faranno parte della rete guidata dal Comune sul territorio metropolitano nove enti, attivi da decenni sul territorio e che hanno condiviso il progetto presentato al Governo: Cooperativa “Lotta contro l’emarginazione”; Associazione Lule Onlus; Cooperativa Sociale Lule; Cooperativa “Farsi Prossimo”; Fondazione San Carlo; Cooperativa Sociale “La Grande Casa”; Cooperativa Sociale Comunità Progetto; Ce.A.S. - Centro Ambrosiano di Solidarietà e Fondazione Somaschi Onlus; Associazione Aquarinto.

Il progetto vincitore del bando ha per obiettivo il contrasto alla tratta di esseri umani, la messa in protezione delle vittime per sfruttamento sessuale, grave sfruttamento del lavoro, accattonaggio ed economie illegali e la successiva inclusione sociale delle stesse, mediante la costruzione di percorsi individualizzati di protezione e reinserimento sociale. Il progetto prevede diverse aree e tipologie di intervento: 

EMERSIONE - Attività di primo contatto con le popolazioni a rischio di sfruttamento volte alla tutela della salute e all’emersione delle potenziali vittime di tratta, attraverso diversi interventi sia di carattere assistenziale, sia di coordinamento tra istituzioni.

PRIMA ASSISTENZA - Percorsi di protezione sociale immediata e prima assistenza che possono essere di carattere residenziale, semiresidenziale o di presa in carico territoriale. La loro durata è di circa 18 mesi.

SECONDA ACCOGLIENZA - In quest’Area si contestualizzano interventi e azioni di sostegno all’integrazione sociale e all’inserimento lavorativo.

Tina Nava