I CINESI SI SONO COMPRATI ANCHE IL MILAN E L’INTER

I cinesi, è il caso di dirlo, i conti li sanno fare. Nonostante le apparenze sono capaci di individuare gli obiettivi e raggiungerli. Instancabili lavoratori sono pieni di energia, che oltre a generare l’affermazione personale crea ricchezza. E con i quatrini in tasca, tutto diventa più facile e abbordabile.

Yonghong Le, patron del Milan e Zhang Jindong Suning, patron dell’Inter, per acquistare le due squadre hanno  speso complessivamente una fortuna: 1 miliardo 340 milioni di euro. Una cifra astronomica della serie ‘Dalla Cina con furore’, famosissimo film degli anni’70 interpretato da Bruce Lee maestro di kung fu. Gli investimenti da parte dei cinesi nel calcio italiano non sono casuali. I motivi sono due. Il primo è che  il governo cinese vuole organizzare il Mondiale di calcio del 2030. Per riuscirci conta, entro il 2025, di creare 50.000 scuole di calcio. In questo modo oltre ad aumentare gli appassionati punta a far crescere direttamente in Cina calciatori di alto livello con cui formare la nazionale. Un’impresa ciclopica e per giunta da realizzare in pochi anni.Il secondo motivo è di carattere economico. Oggi, in Cina, i tesserati alle squadre che giocano nella Chinese Super League sono solo qualche milione su una popolazione che supera 1 miliardo e trecentomila persone. Facile immaginare il possibile margine di sviluppo. E più appassionati significano più gadget, più abbonamenti nelle paytv, insomma un pozzo senza fondo da dove attingere denari all’infinito. Yonghong Le è un manager di successo, che ha diretto importanti aziende di vari settori che spaziano dalla costruzione di veicoli a energia rinnovabile allo sport. Ha una notevole esperienza nel campo degli investimenti finanziari, nel sviluppare la produttività e il valore di aziende in crisi. Yonghong Le è un uomo ricco, che possiede quote in aziende minerarie e immobiliari. Ha deciso di acquistare il Milan perché è, a pari merito con il Bayern Monaco, la quarta squadra al mondo per numero di tifosi: 410 milioni su una popolazione mondiale di 7 miliardi e 400 milioni di persone. Per la cronaca prima del Milan solo il Barcellona con 600 milioni, il Real Madrid con 580 milioni e il Manchester United con 520 milioni. Il progetto di Yonghong Le è quello di rafforzare il Milan per riportarla a vincere come nel passato. Non dimentichiamoci che sino a pochissimo tempo fa il Milan, con i suoi 31 trofei vinti, era la squadra più titolata al mondo.
Quella dell’inter, invece, è una storia completamente diversa.  Il patron Zhang Jindong Suning è un imprenditore e ha acquistato la squadra per promuovere attraverso il calcio la sua azienda nel mondo. La sua è una mega azienda dai numeri impressionanti: un fatturato di quasi 16 miliardi di euro, 13mila dipendenti e 1700 negozi di elettronica. In Cina la Suning è tra le prime 10 aziende e vanta solide radici anche a Hong Kong e in Giappone.
Nel dicembre 2015, il gruppo ha comprato una squadra anche in Cina, esattamente a Nanchino, che gioca nella Chinese Super League. Per diventarne proprietario Suning non ha badato a spese: 73 milioni per la proprietà e oltre 100 milioni per acquistare alcuni giocatori brasiliani. La squadra si chiama: ‘Jiangsu Suning Football Club ed è allenata, dall’11 giugno 2017, da Fabio Capello. Si proprio lui, il mitico Fabio che per allenare 1 anno e mezzo percepirà 10 milioni di euro. Compito del tecnico sarà quello di portare la squadra ai vertici della classifica - attualmente si trova al penultimo posto - e di curare il settore giovanile. Capello si è portato Cristian Brocchi e Gianluca Zambrotta. un team di altissimo livello composto da numeri uno.
Ormai è chiaro vincere e solo vincere per i cinesi riecheggia come un mantra. Vincere per poi stravincere è il loro scopo. Per farlo usano il fiume di denari che hanno a disposizione. Forse è vero compreranno tutto ciò che riterranno utile e avanzeranno man mano nei vari stati. La loro è un’invasione, se poi è giusto definirla tale, pacifica che sopratutto non produce morti come le guerre.  
Flavio Fera