IL COMUNE RILANCIA SU CENTRI ANTIVIOLENZA E LOTTA ALLA TRATTA

Progetti per una nuova struttura e uno sportello gestito dal CeAs e interventi per togliere dalla strada 250 vittime del racket della prostituzione e raggiungerne altre centinaia con informazioni e orientamento

Realizzare un nuovo centro antiviolenza e uno sportello territoriale affidandosi all’esperienza maturata del CeAs (Centro Ambrosiano di Solidarietà) già presente nella zona est della città. Rafforzare il Piano anti-tratta con l’aumento delle risorse e l’obiettivo di prendere in carico 250 tra donne, uomini, transessuali e minori ridotti in schiavitù dal racket della prostituzione, e di raggiungerne altre centinaia con informazioni e orientamento. La Giunta comunale ha approvato oggi i provvedimenti relativi a questi due interventi che saranno attuati già da quest’anno.

Per quanto riguarda i centri antiviolenza, la proposta di realizzazione di una nuova struttura sarà inviata a Regione Lombardia in risposta all’avviso per l’attivazione di nuove reti territoriali antiviolenza. A Milano la Rete esiste da tantissimi anni, comprende attualmente nove centri (e altri centri che offrono solo Case Rifugio), ed è stata formalizzata dal Comune nel 2012 con un Protocollo di Intesa che ha istituito il coordinamento affidato all’Amministrazione.

Il nuovo centro che si progetta di realizzare valorizzerà le competenze e il lavoro fatto in questi anni dagli operatori del CeAs (la sede di via Marotta al Parco Lambro) già Ente gestore di Case Rifugio per donne e madri vittime di violenza di genere. Insieme al centro il CeAs curerà l’apertura e il funzionamento di uno sportello presso il Municipio 3.  La stima è di servire un bacino di utenza di circa 400.000 donne.

Il Comune di Milano in questi anni ha più che raddoppiato le risorse destinate ai centri antiviolenza passando dai 389.000 euro del 2011 agli 800.000 euro di quest’anno, con la previsione di confermare tale importo anche per il 2018 e 2019.

Per quanto riguarda la lotta alla tratta l’Amministrazione ha approvato l’adesione al bando indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità. Vi parteciperà con un progetto destinato a donne, uomini e persone transessuali, vittime di tratta per sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio ed economie illegali. La sua finalità è contrastare quanto possibile la tratta di esseri umani. Da inizio gennaio sono state 115 le persone prese in carico dai nostri servizi: 98 donne, 9 uomini, 7 transessuali e 1 minorenne.

Le azioni messe in campo riguarderanno il contatto, l’emersione, la tutela e la prima assistenza e in via transitoria, l’alloggio, il vitto e l’assistenza sanitaria. A queste farà seguito la definizione di un progetto individuale per la costruzione di una nuova vita a partire da un lavoro e un alloggio autonomo.

Il progetto contro la Tratta riguarderà un ambito sovra comunale (Como, Milano, Monza e Brianza, Sondrio e Varese) per un importo di risorse pari a 1,9 milioni di euro.