Il Naviglio Martesana

Ritorna navigabile?

Quella del  Naviglio della Martesana, noto anche come Naviglio Piccolo (Navili de la Martesana o Naviliett, appellativo derivante dal confronto con il Naviglio Grande) è una storia centenaria, che prende avvio con il progetto del 1443, il cui assetto variò periodicamente, raggiungendo Milano nel 1496 per volere di Lodovico il Moro, alla ricerca dell’equilibrio tra la funzione irrigatoria e di navigazione; conseguì una situazione di stabilità dopo i lavori ordinati dal duca di Albuquerque, Governatore di Milano nella seconda metà del 1500.
Il Naviglio della Martesana è lungo 38,7 km (con alcuni tratti coperti) e attraversa i comuni di Trezzo sull’Adda, Vaprio d’Adda, Cassano d’Adda, Inzago, Bellinzago Lombardo, Gessate, Gorgonzola, Bussero, Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Vimodrone e Cologno Monzese, entrando nel territorio di Milano in via Idro, alla periferia nordorientale della città, e scorre a cielo aperto fino alla Cassina de’ Pomm, all’angolo con via Melchiorre Gioia sotto il cui manto stradale si infossa, ricevendo il torrente Seveso e raggiungendo i Bastioni di Porta Nuova dove dà origine al Cavo Redefossi.
Largo dai 9 ai 12 metri e profondo da 1 a 3 metri, è anche navigabile. E quello della navigabilità, in particolare nel tratto milanese è l’obiettivo che si è posto un nutrito gruppo di associazioni operanti nella periferia nord-est di Milano, quali associazione Gorla Domani, associazione sportiva Greco San Martino, Comitato di quartiere di Precotto, circolo Acli Gorla, Legambiente Crescenzago Milano onlus, Fas gruppo Ferrante Aporti Sammartini, associazione culturale Martesana memoria e cultura, associazione 4Tunnel, podisti Greco bike, Riaprire i Navigli, Amici della Martesana Greco con Consulta periferie Milano e il Consiglio di zona 2, nonché la partecipazione di Marco Balsamo (Università Bicocca) e Matteo Bolchini (storico del territorio), che hanno promosso un primo incontro lo scorso mese di dicembre, costituendo una nuova iniziativa di “progettazione partecipata”, che ha già avuto degli interessanti precedenti con gli studi sul “Rilevato ferroviario”, che ha visto protagonisti anche studenti e docenti di Architettura del Politecnico.
Significativo, in proposito, è anche il ritorno di attenzione all’area della Martesana rappresentato  dall’accordo siglato fra la Città Metropolitana e 12 dei 28 comuni dell’area Martesana, che dà il via al grande Parco locale d’interesse sovraccomunale della Martesana, che collegherà quello dell’Adda Nord a quello Sud Milano, salvaguardando le aree agricole e verdi di un territorio di circa 265 kmq, abitato da circa 300mila residenti. Si consolida quanto nei secoli scorsi avevano ideato gli ingegneri idraulici, di collegare Milano con l’Adda, attraverso il canale della Martesana.
Alberto Pellin
Amici Martesana Greco