Da Chiamamilano

365 milioni per le periferie, e poi welfare, spazi per la cultura e prolungamento delle linee metropolitane

Obiettivo numero uno, lavorare per la città che soffre. E' il punto da cui non si prescinde, per il sindaco Beppe Sala, che ieri ha presentato il piano quinquennale sulla città: "Fare Milano", sotto questo titolo tante visioni future della città sono scorse sullo sfondo degli spazi ex Ansaldo, dove in tanti hanno ascoltato i progetti e le promesse dell'amministrazione.
Innanzitutto, un impegno bello grosso sulle periferie, che promette interventi per 356 milioni di euro da qui a fine legislatura, in nome dell'equità sociale, così ripartiti: 117 milioni al Giambellino-Lorenteggio (dove verranno ristrutturate le case popolari Aler, ma anche efficientata la scuola di via Narcisi dal punto di vista energetico), 63 sull'area Adriano-Padova-Rizzoli (con la rifunzionalizzazione dell'ex Trotter e il completamento dei servizi e l'urbanizzazione del Pll Adriano), 49 per Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare (area che da tempo aspetta una riqualificazione che valorizzi anche il distretto agricolo con le nuove produzioni urbane), 35 per zona 9, Niguarda-Bovisa (la scuola media di via Hermada che aspetta da un decennio, l'area del Parco Goccia, il Teatro per l'infanzia di piazzale Macichini), 32 per il Qt8-Gallaratese (oltre alla riqualificazione delle case popolari di via Cilea, tre nuove scuole). Un totale di 296 milioni, di cui 38 per i servizi, a cui si aggiungono interventi diffusi per 60 milioni su 16 cantieri a valenza «sociale», come ha illustrato l’assessore Gabriele Rabaiotti, citando il Centro alti studi di arti visive al Qt8, Villa Litta e gli spazi per l'aggregazione, la riqualificazione di viale Rimembranze di Lambrate. 
E siamo solo al capitolo "periferie". C'è poi tutta la partita del welfare, dove l'assessore Majorino ricordando che "arriviamo ad offrire in città 6300 posti letto per chi ha bisogno", rilancia una sfida positiva alla Regione: "Il campo base di Expo possa diventare un grande villaggio solidale per i milanesi in difficoltà e i tanti senza casa". Allo Stato chiede invece di seguire Milano sul piano degli interventi di sostegno al reddito, per cui nel 2017 il Comune investirà 35 milioni di euro, una cifra inedita.
Altre slide scorrono: sono quelle dell'assessore Maran sulla grande partita degli Scali ferroviari, di cui si parlerà nei prossimi giorni in un workshop pubblico. Dopo una fase di utilizzo temporaneo si arriverà nel 2019 agli interventi di rigenerazione veri e propri che dovranno restituire alla città questi grandi spazi ad oggi inutilizzati che fungono da cerniera tra centro e periferia.
L'assessore Del Corno non è da meno in termini di obiettivi: Milano capitale europea della cultura tra dieci anni e nel 2018 capitale del Novecento italiano, con un'offerta culturale sempre più diffusa e in crescita.
Infine la mobilità, con la sfida tutta aperta contro congestione e inquinamento, e le grandi infrastrutture sotterranee, dalla M4 che sarà pronta nel 2022, agli sviluppi delle reti metropolitane esistenti.
Ci rivolgiamo al governo nascente: la città pretende dal governo un rapporto assolutamente paritario dice Sala. Siamo felici e disponibili di caricarci sulle spalle questo momento difficile e di essere traino del Paese, ma vogliamo essere ascoltati con molta attenzione, perché senza far riferimento all’esito del referendum, la gente esprime voglia di cambiamento. E il Modello Milano rappresenta una richiesta di cambiamento.