La matematica non è un’opinione. Ma in politica, sì

La legge elettorale “Italicum”, in approvazione alla Camera, fornisce a noi elettori un sistema, in cui rischia che sia rappresentata e governi una minoranza di chi ha diritto al voto.

Il premio di maggioranza previsto consegna 340 dei 630 deputati alla lista che raggiunge il 40% dei voti validi. Nel caso nessuno raggiunga questa percentuale, le due liste con il maggior numero dei voti vanno al ballottaggio, senza alcun quoziente minimo (quorum) di voti espressi al secondo turno  dagli Italiani. Facciamo, semplificando, due conti. Con lo sbarramento al 3%, è probabile che in gara ci siano almeno 10 liste. Poniamo che una raggiunga il 10,3%, la seconda il 9,9 e le altre intorno al 9. Nel ballottaggio  tra le prime due si rischia che un partito al di sotto del 10% dei voti validi abbia il 54% dei seggi. Voti validi significa che, visto il crescente astensionismo degli elettori, la maggioranza assoluta dei deputati rappresenterebbe una minoranza di cittadini. Se si ragiona sui sistemi elettorali possibili: il tedesco, proporzionale con sbarramento al 5%, il francese, doppio turno di collegio, o il britannico, a collegio uninominale senza ballottaggio, o altri, si conclude che tutti i sistemi sono utili a patto che rimanga la nostra Costituzione a garantire l’equilibrio dei poteri, il rispetto delle minoranze, l’eguaglianza dei cittadini e la loro reale sovranità (articolo 1). 
Invece, a fianco di questa legge elettorale, si è votata una modifica della Costituzione, che, con l’obiettivo, o meglio  la scusa di superare il bicameralismo perfetto, elimina il Senato elettivo e confina i suoi 100 membri,  nominati, a votare solo alcune leggi. Inoltre sancisce che la Camera debba  discutere entro 70 giorni le proposte di legge del Governo. Vista la maggioranza assoluta data dall’Italicum, il potere Esecutivo sopravanza il Legislativo, con buona pace della Democrazia. Lo strapotere conferito alla Camera da questa legge è visibile nella modifica dell’articolo 78 della Costituzione, approvato dalla Camera (si spera in modifiche al passaggio al Senato). Quello oggi in vigore recita: Le Camere (tutte e due ndr.) deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari. Quello modificato dice: La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari. Domanda: chi ha la maggioranza assoluta con l’Italicum? E, sperando che qualche parlamentare (un senatore?) si ricordi dell’articolo 11 della Costituzione, c’è di che essere preoccupati. 
Lucio Oldani