Lavoro ai migranti

Può essere questa la soluzione?

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Mario Morcone, il prefetto capo del Dipartimento immigrazione, nell'analizzare l'attuale situazione riguardante il continuo affluire di immigrati e profughi nel nostro paese ha indicato un loro possibile coinvolgimento nel lavoro, in modo da poter contribuire anche al pagamento dell'assistenza.
Questo in parte e con modalità diverse e avvenuto in alcune città dove sono stati impiegati in agricoltura, nelle costruzioni, nei lavori di pubblica utilità, nell'assistenza agli anziani, come si è verificato a Milano con la Caritas sovvenzionata dal Comune. Una proposta che coinvolga i migranti che si trovano legittimamente sul nostro territorio. Un lavoro che non dovrà essere obbligatorio e che verrà assegnato a chi dimostra volontà di inserimento nella nostra società, con una retribuzione che potrebbe essere decurtata in parte per il recupero dei costi dell'accoglienza.
Questa emergenza si può trasformare in un'occasione di sviluppo, - ha dichiarato al Corriere della Sera il prefetto Mario Morcone. Ed ha suggerito che a pensarci dovrebbero essere i Governatori delle Regioni e tutti i Sindaci d'Italia.
Esiste però il pericolo dello sfruttamento e della criminalità.
Ci sono sanzioni penali, - ha concluso il prefetto in chiusura sul Corriere. - C'è un protocollo sulla legalità. Non pensiamo di trattarli come schiavi. Bisogna tenere lontano affaristi e garantire trasparenza. Ma non possiamo più essere prigionieri dei “no” dei governatori e dei sindaci che mirano più alla caduta di Renzi e di Alfano che a risolvere la situazione. 
edb