Le strutture di accoglienza milanesi rischiano il collasso

Gli assessori Majorino e Granelli chiedono al Ministero degli interni la riapertura del centro di accoglienza per richiedenti asilo

Non accenna a diminuire l'afflusso di profughi che, spesso autonomamente e senza alcun tipo di controllo, giungono dal sud dell'Italia fino alla stazione centrale di Milano, pronti per migrare verso altri paesi, specialmente del nord Europa. 
Da ottobre 2013, la principale stazione milanese ha visto l'arrivo di 57.752 persone, tra cui molte donne e bambini. Si è assistito a una vera e propria impennata degli arrivi, con 1100 persone giunte nelle ultime due settimane, ben 360 solo tra il 18 e il 20 Aprile.
La struttura di via Aldini ha accolto 600 profughi, un centinaio dei quali richiedenti asilo, contro una capienza concordata con la prefettura, di 400 posti letto. Il sovraffollamento è stata arginato mediante la riapertura della palestra, in cui sono state sistemate delle brandine.
Tra le misure ventilate per far fronte all'emergenza, si parla di allestire le tende della Protezione civile all’interno del centro di via Corelli, dove avviene lo smistamento delle persone arrivate in Stazione Centrale.
La situazione è comunque critica, tanto da suscitare un appello congiunto da parte degli assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino e di quello alla Sicurezza Marco Granelli:“[…] La pressione degli arrivi a Milano è stata altissima, al punto da rendere difficile l’accoglienza di numerose persone. Ancora ieri sera siamo stati costretti a lasciare fuori dalle strutture alcuni di loro. È una situazione per noi inaccettabile e chiediamo ancora una volta al Ministero dell'interno di intervenire in modo certo e immediato.[...] Chiediamo che a livello nazionale sia fatta una ripartizione dei migranti su tutte le città, e che il flusso spontaneo sia controllato[...] e che il Ministero dell'interno metta a disposizione la struttura del 'Cara' ancora chiusa e inutilizzata.
Nicca