Luoghi di culto. Giunta approva criteri di concessione

La Giunta comunale ha approvato il 10 ottobre i criteri di concessione tramite bando delle aree dismesse di via Marignano (Zona 4), di via Sant’Elia, nell'area dell'ex Palasharp (Zona 8) e degli ex bagni pubblici di via Esterle (Zona 2), per la realizzazione di luoghi di culto, attività sociali e culturali. Potranno partecipare al bando solo le 31 confessioni religiose iscritte all’apposito albo istituito dal Comune di Milano e a una stessa confessione non potranno essere assegnati più di due edifici.

I vincitori del bando dovranno riqualificare gli immobili, sostenerne economicamente la gestione (spese per i consumi e per l'utilizzo delle aree e della struttura) e pagare un canone di affitto. La concessione sarà dunque onerosa e avrà una durata di 30 anni rinnovabili. 
La partecipazione al bando avverrà previa sottoscrizione con l’Amministrazione di un “patto” fondato sull'osservanza dell'ordine pubblico e sul riconoscimento dei principi della Costituzione italiana, quali il rispetto della persona umana e la laicità dello Stato. Disattendere il patto sarà motivo di decadenza dell’eventuale concessione.  In sede di valutazione sarà dato un maggiore punteggio ai progetti che garantiranno l’accessibilità alla comprensione dei contenuti divulgati nel corso della attività religiose anche tramite utilizzo di traduzioni in lingua italiana.  

“Con questa approvazione – ha affermato l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – proseguiamo l’iter verso l’assegnazione di immobili per la realizzazione di nuovi luoghi di culto. Ci avviciniamo così a dare una risposta concreta alle richieste provenienti da numerose confessioni religiose presenti a Milano da tempo in attesa di poter avere di luoghi di preghiera per i propri fedeli. Agli esponenti dell’opposizione che negli ultimi giorni hanno pesantemente criticato questo provvedimento e in particolare la scelta delle aree ricordo che fu proprio il consigliere De Corato nel 2008 ad affermare, non smentito dalla Lega, che il Palasharp andava bene per ‘gli islamici’, addirittura ipotizzando trattative private con viale Jenner, senza adottare un bando ed escludendo di fatto le altre confessioni religiose. Noi invece non solo abbiamo scelto le aree e le metteremo a bando per tutti, ma chi realizzerà i luoghi di culto lo farà al prezzo di onerose opere di riqualificazione su immobili abbandonati e degradati da anni ”.