M4: i binari ci sono, mancano treni e stazioni.

Lettera pubblica a Giangiacomo Schiavi


Il suo editoriale del 6 novembre “M4 Indietro non si torna” è condivisibile da qualsiasi cittadino milanese. Lei scrive: È chiaro a tutti che la sfida è difficile e i sacrifici chiesti ai cittadini che abitano lungo il tragitto Linate-Duomo-Lorenteg-gio sono resi ancora più pesanti dagli errori e dalle inadempienze del passato. Tredici  anni di ritardi sono un tempo infinito che lascia sul campo il gigantesco paradosso di una linea 5 che arriva e si completa senza linea 4: sarebbe il trionfo dell’assurdo ridiscutere tutto adesso, nel momento in cui Linate diventa lo scalo del rilancio per la nuova Alitalia e la città metropolitana chiede connessioni rapide sul territorio.
A questo punto, penso, che il Vice direttore del Corriere avrebbe dovuto rivolgere una domanda a chi ha governato la città in quegli anni. In primis all’ex sindaco – commissario, G. Albertini,  alla sindachessa Brichetto Moratti e al signor Di Corato, vice-sindaco di entrambi. Perché in tredici anni con un governo monocolore dal nazionale fino al comunale non sia stata realizzata quest’opera, certamente utile per la città del futuro. Il sindaco Albertini ha deciso che l’opera doveva essere fatta in Project Financing. Era un Albertini che decideva in qualità di commissario, senza nessuna protesta. Sappiamo tutti quante opere ha messo in cantiere, in particolare quanti parcheggi ha autorizzato.
Il 7 maggio 2009, Dnews, quotidiano free, titolò un articolo: “M4 è ancora in bilico. Albertini sferza il Palazzo”. Riportava una dichiarazione di Gabriele Albertini, non più sindaco,  che ricordava come sin dal 2006 erano stati individuati i raggruppamenti d’imprese che avrebbero dovuto concorrere per la gara della M4. Si domandava: Perché si è dovuto aspettare tanto per portare a termine una gara indetta tre anni fa?
In Italia si dimentica tutto velocemente. Perché in tredici anni non si è potuto realizzare, un’opera che oggi si dice deve realizzarsi in otto anni. Ecco, egregio Schiavi, dov’era il Corriere in quegli anni? Lo stesso giorno il Corriere Milano titolava: Un debito da 3.200 euro a testa. M. Giannattasio fa un’analisi molto puntuale e certamente avere 4,2 miliardi da ripianare anche per i milanesi non è ne piacevole, né facile.
Le eredità finanziarie passive stranamente le devono ripianare le giunte di sinistra. E non parliamo dell’Expo, dove per quattro anni si sono sperperati soldi e tempo. Oggi si contano i giorni sperando che si arrivi in tempo utile.
Apprendiamo oggi che la società mista che deve realizzare la M4, vede il Comune con il 66% di proprietà e i privati con il 34%. Perché è stata pensata una società di questo tipo per un’opera pubblica? Che senso ha un tipo di società come questa con penali e contro penali rigide? Chi ha costruito questo tipo di società. Perché? Risulta chiaro che il Pubblico deve accollarsi tutti i rischi in favore dei Privati. Perché? Ora è chiaro che la M4 è un’opera da terminare visto che è già iniziata da Linate. Ma tutti dovremmo dare un contributo per evitare di sperperare ulteriori denari e non perdere troppo tempo. Per questo bisognerebbe ragionare e magari migliorare il tracciato.
Basterebbe osservare con un po’ di attenzione l’attuale mappa delle linee Mm per vedere che il percorso attuale della M4 diventa un doppione della M1, direzione Bisceglie, mentre rimane priva di un trasporto efficace una vasta area cittadina che va da piazza Bande Nere a piazza Miani e i comuni limitrofi, in una prospettiva metropolitana.
Non sarebbe più efficace e utile utilizzare l’attuale linea S 9 che collega Albairate con Saronno? È proprio necessario scavare ancora nelle zone centrali piene di navigli tombinati, con una falda acquifera che tende a salire?
Abbiamo visto più volte la Linea verde allagata.
La Suburbana 9 si collega già alla Linea verde, può collegarsi alla Linea gialla. La M4, se si vuole veramente il bene pubblico, è da ripensare nella tratta direzione San Cristoforo. 
Se vogliamo una città metropolitana, ripensare il tracciato della M4 sarebbe già un’idea giusta.
Restano molte perplessità sui costi dell’opera. Incrementare i debiti per i futuri cittadini milanesi non è cosa buona. Tutti ci scagliamo contro le tasse, ma i debiti chi dovrebbe pagarli?
La Giunta Pisapia ha già dovuto far pagare più tasse ai milanesi. 
Pur con tutte le agevolazioni per le classi, cosiddette “meno abbienti” non gode certo di una buona nomea, di questi tempi.  Milano si dice che è ricca, ma i soldi si vanno a prendere dove è facile prenderli, diventa, a lungo andare, fastidioso. Non basta affermare che si è amministrato bene. 
Cordialmente
Nicola Di Biase

2 commenti

Beppe Merlo :
Inoppugnabile! Per molti giornalisti i progetti son come il buon vino, piu invecchiano e piu migliorano. Tredici anni fa non c'era Area C , non c'era la citta metropolitana, non c'era la linea 5, vi erano altri progetti che non sono stati approvati , e la linea 4 nella proiezione si ripagava proprio per le destinazioni che nel tempo non si sarebbeto logorate Policlinico, Tribunale, Universita. Albertini e Moratti dovrebbero essere oggetto di un'attenta valutazione dei danni che hanno provocato a questa citta e' ora che Schiavi se ne renda conto. | venerdì 12 dicembre 2014 12:00 Rispondi
luciano bavestrelli :
Anche a me il testo risulta convincente. Non mi torna invece il titolo, inffatti non ci sono nè i spldi,nè le gallerie e quindi neanche i binari.. | domenica 14 dicembre 2014 12:00 Rispondi