Madonnina in piazza Reale: una polemica strumentale

Risale ai giorni scorsi la vicenda legata a una copia a grandezza reale della Madonnina, lo storico simbolo di Milano, che la Veneranda Fabbrica del Duomo avrebbe voluto esporre in piazza Reale, in un ideale dialogo con la statua vera, da più di due secoli collocata sulla guglia più alta del Duomo.

L'idea però non ha trovato d'accordo la Soprintendenza ai beni architettonici, che ha dato parere negativo alla collocazione, con il Comune che ha preso atto di questo parere, non concedendo il permesso per piazza Reale ma premurandosi di fornire subito una valida alternativa, vale a dire piazza Fontana, proprio di fronte alla sede dell'Arcivescovado.
Preso atto della decisione del Comune di non concedere gli spazi di piazza Reale, la Veneranda Fabbrica ha declinato l'offerta di piazza Fontana, e ha scelto dapprima di esporre la copia all'interno del Duomo e in seguito, grazie a un accordo con l'Amministratore unico di Expo Giuseppe Sala, di collocare la statua della Madonnina all'interno del recinto di Expo.
Questi è il riassunto dei fatti, che però nel loro svolgimento hanno avuto il solito contorno di polemiche.
Il divieto della collocazione di fronte a Palazzo Reale è stato dovuto infatti principalmente a due motivi, il primo logistico, in quanto la piazza antistante all'edificio durante i mesi di Expo ospiterà le lunghe file dei visitatori alle numerose mostre in programma, creando un potenziale congestionamento dello spazio, e il secondo di sicurezza, legato agli attentati di gennaio a Parigi e alle recenti minacce dell'Isis, in quanto la Madonnina rappresenta un simbolo importante, e inoltre uno spazio aperto è meno controllabile di uno spazio chiuso.
Una parte politica, nello specifico la Lega Nord, non ha però perso occasione per strumentalizzare l'intera faccenda, organizzando un sit-in in piazza Reale ed esponendo un cartonato della Madonnina, affermando che la collocazione di fianco al Duomo non darebbe nessun fastidio e che il parere negativo del Comune è solo motivato da ragioni ideologiche.
Un atteggiamento che di certo non rende giustizia al simbolo di Milano, trascinato in mezzo a una querelle che è solo sterile politica.
Pareri più articolati sulla collocazione della copia sono invece arrivati dal critico d'arte Philippe Daverio, per il quale il posto migliore dove collocare la statua sarebbe stato l'interno della cattedrale, dove avrebbe 
avuto una maggiore funzione didattica per i visitatori, e da Vittorio Sgarbi, dal quale è arrivata la proposta di collocarla all'interno di un cortile di Milano, sia esso quello dell'Arcivescovado sia quello dello stesso palazzo Reale, in modo tale da mostrare ai cittadini e ai visitatori la statua senza però esibirla in modo troppo ostentato.
Alla fine, comunque, molto probabilmente sarà collocata all'interno di un padiglione di Expo, forse dentro Palazzo Italia, quindi collocata per sei mesi idealmente "sotto gli occhi del mondo".
Una soluzione che, si spera, lasciate alle spalle le polemiche sollevate da ogni parte, sappia mettere al centro e comunicare ai visitatori quella natura e quel significato di presenza protettrice discreta e benevola, che è il solo che i cittadini milanesi attribuiscono alla Madonnina e l'unico a cui sono strettamente legati.
Fabio Figiaconi