MAFIE DI CASA NOSTRA: CONOSCERE IL NEMICO PER COMBATTERLO

Intervento di Franco Mirabelli svolto alla Festa dell'Unità di Milano

È una battaglia durissima, dunque, quella contro le mafie ma per vincere bisogna sapere che c’è questo problema. Il problema della  mafie è serio e riguarda anche la nostra democrazia perché se l’economia viene inquinata in maniera significativa dai miliardi che la ‘ndrangheta riesce a rastrellare con le sue attività illecite (soprattutto con la droga) e a immettere nel mercato, è evidente che c’è poi un problema democratico.
Quando si parla di mafie al Nord, inoltre, dobbiamo sapere che le mafie sono anche sul territorio. A Buccinasco è recentemente tornato un boss in attesa della sentenza ma, nonostante questo, il centrosinistra ha vinto le elezioni con un candidato che ha fatto della legalità una bandiera e credo che questo sia un grandissimo risultato: quella che è sempre stata considerata la “Platì del Nord”, infatti, ha dato una risposta fortissima alla criminalità; l’hanno data i cittadini e l’amministrazione. Questo è stato un segnale importante che non va trascurato. Dobbiamo, però, anche ricordare che in queste settimane lo Stato ha avuto dei successi straordinari con gli arresti dei boss di Platì e San Luca, catturati nei loro territori e nelle loro case. Questi sono dei segnali straordinari da parte dello Stato perché è entrato in quelli che sembravano santuari inespugnabili della criminalità organizzata. Anche con i 116 recenti arresti sulla costa ionica - che è una terra che viene considerata proprietà della ‘ndrangheta - lo Stato ha mostrato una forte capacità di aggredire la criminalità organizzata.
La Direzione Nazionale Antimafia, inoltre, sta lavorando e dimostrando una straordinaria capacità investigativa e non è un caso se gli è stata attribuita anche la funzione di lotta al terrorismo. Dobbiamo sapere, quindi, che lo Stato sta combattendo le mafie e ha grandissime professionalità, competenze e capacità di contrastare la criminalità organizzata e stiamo ottenendo risultati. Recentemente abbiamo approvato un nuovo Codice degli Appalti che rende molto più difficili i tentativi di condizionamento. Si è abbassata, infatti, la soglia sotto la quale si possono fare gli affidamenti diretti, senza gara; così come si sono regolati meglio i subappalti. Il nuovo Codice Antimafia, poi, prevede che si debba chiedere la certificazione antimafia a tutte le società, comprese quelle che fanno capo a piccoli consorzi ed è utile. Sicuramente, ogni volta che occorre rinnovare i certificati, per le aziende piccole questo può apparire come un’ulteriore incombenza burocratica difficile da sopportare ma serve perché il pericolo è reale. È anche interesse delle aziende sane evitare che si verifichino infiltrazioni che poi condizionano il mercato. Le aziende sane, infatti, rischiano di essere massacrate con la concorrenza se ci sono aziende che invece hanno il sostegno e i soldi della ‘ndrangheta e che non rispettano le regole. Bisogna, dunque, evitare che ci siano i condizionamenti della criminalità organizzata che impongano i propri fornitori, i propri uomini e i propri mezzi. Al Sud questo purtroppo avviene spesso. Avviene anche nei locali pubblici, dove i gestori si vedono imporre slot machine o marche di caffè che vanno ad arricchire i criminali. Ci vuole il coraggio di denunciare questo fenomeno e di non abbassare la testa di fronte a queste pressioni. Non è un mistero che ci siano interi settori economici condizionati dalla criminalità, come l’edilizia, la movimentazione terra. Sulla movimentazione terra, ad esempio, le mafie hanno iniziato a creare una serie di società fantasma che però utilizzano i mezzi delle società interdette. Le nuove norme per le grandi opere, invece, garantiscono la possibilità di accesso ai cantieri proprio al fine di effettuare controlli su lavoratori e macchinari e questo consente di intervenire ove si verificasse un problema. Questa è anche la dimostrazione che sappiamo dare risposte all’altezza dello scontro.

(continua domani alla stessa ora)