Miart 2015

Il 9 aprile è stata inaugurata Miart 2015, ventesima edizione della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, organizzata da Fiera Milano e diretta da Vincenzo de Bellis.

Dal 10 al 12 aprile 154 gallerie (numero in aumento rispetto all’anno precedente) provenienti da tutto il mondo hanno rappresentato il meglio dell’arte moderna e contemporanea. Molte sono le gallerie che hanno partecipato per la prima volta o che sono tornate dopo anni di assenza. Forte presenza del mondo anglosassone: il 46% degli espositori provenivano da Stati Uniti (25 del totale) e Regno Unito ( 23).
Quattro le sezioni della fiera. 
Established, suddivisa a sua volta in altre tre sezioni: Contemporary specializzata nel contemporaneo; Master dedicata agli artisti storici; First Step per le gallerie che partecipano per la prima volta e per quelle che sono passate dalla categoria Emergent a Established.
Emergent focalizzata sui giovani artisti emergenti.
THENnow che mette a confronto un artista storico con uno più recente.
Object che propone una serie di oggetti di design in edizione limitata, concepiti come opere d’arte.
Durante la conferenza stampa Michele Perini, presidente di Fiera Milano, che alterna frasi in inglese a ruspanti espressioni meneghine, ha ricordato come proprio quest’anno, quello dell’Expo, sia importante porsi al centro del mondo dell’arte.
Ha ribadito il concetto l’ assessore Filippo Del Corno, che insiste su come la Città debba diventare un laboratorio di idee: non solo Miart, ma una serie di mostre collaterali alla Triennale (come all’ Hangar Bicocca), sempre pensando all’Expo però, con il progetto “Expo in Citta” con cui “ l’intero tessuto urbano milanese sarà interessato da una serie di eventi e organizzazioni”.
Conclude l’organizzatore, Vincenzo de Bellis, giustamente orgoglioso di come la fiera abbia acquistato un ruolo di leader nel settore: Al termine della mattinata abbiamo potuto constatare che non manca l’ottimismo, fondato su solide basi e su dati reali, che è il modo migliore per sfruttare questa timida ripresa (dopo anni di torpore) che si avverte nell’aria. Passeggiando tra gli espositori, tra un Morandi e un de Chirico abbiamo intuito che c’è non solo la voglia di fare, ma anche gli elementi giusti ( in questo caso gallerie disposte a investire) per ripartire, sfruttando il volano di eventi importanti come questo Miart.