“Microcredito per giovani idee” 8 milioni di euro a favore dell’imprenditoria giovanile

Tempi di crisi, si sa e l’agognato posto fisso sembra proprio una chimera da accantonare in un angolo tra i progetti dei giovani, che oggi si trovano nella necessità di doversi inventare un lavoro, pensandolo anche con nuove idee di impresa.

Tuttavia, oltre alle idee, per realizzare un progetto occorrono i soldi e non è sempre facile per i giovani accedere a un credito bancario per intraprendere un’attività imprenditoriale.
Nasce con questa finalità “Microcredito per giovani idee”, un progetto che da un’occasione a centinaia di piccole imprese che non riescono ad accedere al credito in maniera tradizionale.
La convenzione, nata nell’ambito dell’iniziativa “Progress Microfinanza” è stata presentata a Palazzo Reale, stipulata tra Comune di Milano e Fondazione Welfare Ambrosiano, Fondo Europeo di Investimenti (FEI) e Banca Popolare di Milano (BPM), prevede la messa a disposizione di microcrediti per importi che andranno dai 5mila ai 24,5mila euro a impresa fino ad arrivare ad 8 milioni di euro. La cifra, messa a disposizione in eguale misura da Banca Popolare di Milano e dal Fondo Europeo di Investimenti (FEI), è destinata a oltre 400 progetti di imprese nuove, ma anche già esistenti, qualora avessero bisogno per proseguire l’attività, purché siano localizzate sul territorio milanese.
Si tratta di un progetto innovativo, poiché per la prima volta FEI supporterà i prestiti con rischi condivisi sull’eventuale insolvenza del debitore.
È anche previsto attraverso la Fondazione Welfare Ambrosiano un percorso di servizi di accompagnamento alla realizzazione del progetto d’impresa.
 “Si tratta di un aiuto concreto –ha precisato l’assessora alle Politiche per il Lavoro Cristina Tajani – a coloro che durante il percorso di attività imprenditoriale si trovano in difficoltà e a chi un'impresa la vuole creare. Questo progetto ci consente di arricchire, con un intervento specifico sugli under 35, la gamma delle attività che Fondazione Welfare già mette in atto e si può affiancare agli interventi che l’amministrazione attua sul tema della creazione della giovane impresa. Numerosi gli incubatori e gli acceleratori di impresa, in 2 anni sono nate oltre 200 start up.”
La Fondazione si fa da garante sul 50% dei fondi dati da BPM che saranno restituiti con modalità agevolata. Nello specifico i finanziamenti vanno da 19 a 48 mesi con rate mensili e un tasso che andrà dal 3,75% al 7,5%,
Peraltro, un'attività non richiede attenzione solo nella fase della sua nascita, essa va curata anche nella gestione intraprendendo un cammino di attenzione e cura quotidiana che copre molteplici aspetti, per questo la Fondazione Welfare ha pensato di affiancare a questi giovani, che hanno ottenuto il prestito, un Tutor durante il periodo di finanziamento per vedere da vicino l’andamento del progetto imprenditoriale e che possa dare consigli e suggerimenti di gestione.
“A Milano un'azienda su dieci è giovanile, una su 3 ha un imprenditore donna e una su cinque ha per titolare uno straniero. Le aziende giovanili crescono di circa il 10%, per questo –ha sottolineato Iacopo De Francisco, Direttore Mercato di Banca Popolare di Milano -la Banca sceglie di sostenere i giovani, importante motore della crescita del Paese, e di essere al fianco di tutte quelle imprese che, sul territorio nazionale, sono in grado di creare valore, perché guidate da imprenditori che vogliono scommettere sul futuro e meritano fiducia.”
E qualora i giovani avessero difficoltà nella gestione dell’impresa e nella restituzione del credito? “Fondazione Welfare Ambrosiano ha una finalità sociale- ha precisato Cristina Tajani –e offrirà tutto il supporto necessario ai giovani imprenditori in caso di difficoltà, siamo anche detentori di una parte della garanzia, quindi sarà nei compiti della Fondazione quello di valutare cosa fare, ma nessun giovane sarà lasciato solo, proprio perché la finalità non è il profitto, ma quella di portare a termine il progetto, c’è lo studio di un percorso a hoc per ogni richiedente.”
Manuelita Lupo