MIGRANTAMBINI E MINORI SOLI, PER LORO UN NUOVO MODELLO DI ACCOGLIENZA I. DONNE, B

Donne, madri sole con bambini e minori non accompagnati che hanno affrontato il viaggio attraverso il canale di Sicilia e sono arrivati a Milano in treno o in pullman. Registrati all’hub in via Sammartini, hanno trovato accoglienza e assistenza dedicata, con interventi sanitari e di tipo psicologico, presso le due nuove strutture aperte dal Comune in collaborazione con Albero della Vita e Progetto Arca: in via Carcano (un vecchio studentato inutilizzato da tempo) e in via Zendrini, il primo centro Sprar per minori (richiedenti asilo di Milano).

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Al momento sono 74 le persone complessivamente ospitate: 25 donne e 23 bambini in via Carcano, 26 tra ragazzine e ragazzini in via Zendrini. Sono parte dei tremila migranti accolti a Milano. Le esperienze di Carcano e Zendrini partite a metà luglio sono il nuovo modello di accoglienza a Milano che affianca ai centri più grandi - che tuttora ospitano centinaia tra richiedenti asilo e migranti appena arrivati - luoghi più piccoli dove poter intervenire su situazioni di particolare fragilità.
Nelle vie Carcano e Zendrini – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, in visita nei due centri – ci occupiamo di persone vulnerabili che hanno bisogno non solo di accoglienza, ma di interventi specifici di tipo sanitario e psicologico e che richiedono dunque operatori ulteriormente preparati a entrare in relazione con loro. È un esempio di accoglienza diffusa che abbiamo avviato perché ci siamo trovati di fronte a un fenomeno migratorio cambiato rispetto al passato. Crediamo che questo sia un modello da sviluppare affiancando alle grandi strutture – dove in due anni e mezzo sono transitate 97.000 persone – luoghi come questi dove poter seguire e aiutare da vicino i soggetti più fragili. Nella nostra struttura di via Zendrini, ad esempio, abbiamo aperto il primo centro Sprar per Minori a Milano. Un servizio presente in Sicilia.
Con l’avvio dei due centri per minorenni e per madri con bambini, – ha detto Ivano Abbruzzi presidente fondazione L'Albero della Vita, – vogliamo portare l’esperienza di 20 anni di accoglienza e una vocazione a un lavoro di qualità in un momento per la città di Milano in cui l’emergenza migratoria deve lasciare il posto all’efficacia e alla specializzazione degli interventi, e alla creazione di dinamiche proficue che sappiano favorire integrazione sociale e valorizzazione del potenziale umano.
Abbiamo già accolto 26 ragazzi – afferma Alberto Sinigallia, presidente di fondazione progetto Arca onlus – è ciò che colpisce è la loro voglia di integrazione, evidente dall’entusiasmo con cui partecipano alle lezioni di italiano. Questo è un progetto pilota per la città e tutte le attività sono mirate a un’integrazione sociale reale, perché con la maggiore età i ragazzi lasceranno il centro e dovranno essere in grado di provvedere alla propria indipendenza. Il nostro obiettivo è che al compimento del 18° anno di età abbiano appreso una professionalità, siano avviati al lavoro e abbiano la possibilità di vivere in una casa dove costruire con dignità la loro vita di adulti.
Nel centro per mamme e bambini di via Beato Michele da Carcano l’accoglienza per transitanti e per richiedenti asilo avviene in piccoli appartamenti nei quali gli ospiti trovano intimità e condizioni che favoriscono autonomia e integrazione sociale. Con particolare attenzione alla situazione specifica di bambini e ragazzi, allo sviluppo della genitorialità e al recupero dalle condizioni traumatiche causate sia dalle difficoltà dei contesti di provenienza, sia dalle difficoltà del viaggio che hanno dovuto affrontare. Dal 18 luglio 2016, sono state accolte un totale di 89 persone: 45 adulti e 44 minorenni. L’età media delle donne è di circa 26 anni, dei minorenni di 6 anni. Accolte anche alcune famiglie.
Provengono da: Eritrea (43%), Sudan (25%), Siria (11%), Etiopia (7%), Iraq (4%), Nigeria (3%), Ghana (3%), Costa d’Avorio (2%), Somalia (1%).
Nel centro per minori stranieri non accompagnati di via Zendrini, gestito da L’Albero della Vita in collaborazione con Progetto Arca, ragazzi tra i 14 e i 18 anni possono contare su un’accoglienza specializzata e volta a creare percorsi individualizzati di crescita, di formazione e di inserimento sociale. Sono accolti ad oggi 26 minorenni, con un’età media di quasi 17 anni, provenienti da Egitto (35%), Kossovo (19%), Ghana (15%), Gambia (8%), Mali (8%), Nigeria (8%), Bangladesh (4%) e Costa d’Avorio (4%).