Milano cambia con dodici progetti per il sociale

Welfare motore di sviluppo che unisce pubblico, privato sociale, volontariato e privati

Mercoledì primo marzo, presso la Fondazione Feltrinelli, nell'ambito del Forum delle Politiche sociali, è stato presentato un programma per il sociale che muterà radicalmente Milano: dodici progetti daranno vita a diversi quartieri. Alcuni fra questi sono già stati avviati, altri partiranno nell'arco di qualche anno con nuove strutture e servizi con l'obiettivo di trainare lo sviluppo cittadino. Nuovi alloggi per gli anziani e per le giovani coppie ma anche per persone con disabilità e per donne vittime di violenze. E poi spazi di socialità e giardini ricreativi, luoghi di intrattenimento e per il coworking. Alla presentazione hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino e l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran.
Fra i progetti già avviati il Laboratorio di accoglienza sociale (via Lombroso 99) e aree Sogemi al fine di aiutare 300 senzatetto con moduli abitativi e aree comuni; Lo spazio informativo WeMi Rab Café (corso San Gottardo 41): uno sportello di assistenza domiciliare e luogo di socialità; Il Centro Anziani “La Porta del Cuore” (via Appennini 147/A), con l'ampliamento spazi per la socialità; Lo spazio informativo WeMi (Piazzetta Capuana) per l'assistenza domiciliare e uno spazio agorà; L'hub di Comunità Nuova (via Luigi Mengoni 3) con comunità educativa, laboratori per la formazione dei giovani; L'Habitat Sociale Senigallia (via Senigallia 60), con alloggi e spazi socialità, laboratori per persone con disagio psichico, ciclofficina e panetteria.
Di prossimo avvio invece il Centro Polivalente (via Mulas, angolo via Adriano): una residenza sanitaria per anziani, persone con disabilità e nucleo Alzheimer per 130 posti letto. Alloggi anche giovani coppie, e poi una casa medica, auditorium, uffici, piazza verde, caffetteria e spazi espositivi aperti al quartiere; La Casa Chiaravalle, bene confiscato alle mafie più grande della Lombardia (via Sant’Arialdo 69), che consentirà l'accoglienza di persone in difficoltà, senzatetto, migranti, donne maltrattate. Un orto e un terreno agricolo saranno laboratori aperti alla città nel bene confiscato alla mafia; L'Edificio Sociale (via Rudini 12, angolo via Voltri) con servizi sociali rivolti al territorio, luoghi di incontro e palestra polifunzionale; Il nuovo spazio CuraMi – WeMi al Pio Albergo Trivulzio (via Trivulzio 15): uno sportello per i servizi di assistenza domiciliare (badanti, tate, baby-sitter e colf anche in condivisione).
Questi progetti, – ha dichiarato l’assessore Majorino, – sono nati nella nostra città che sempre più si conferma laboratorio d'innovazione nella tradizione. Innovazione perché, contrariamente al passato, mette insieme le migliori forze del pubblico, del privato sociale, del volontariato e del privato, al servizio della collettività. Tradizione perché Milano da sempre ha sviluppato grandi progetti nel campo del welfare, mettendo in campo tutta la sua laboriosità e generosità, arrivando a essere la prima città per spesa pro-capite per le politiche sociali e la prima per risorse destinate a interventi di sostegno al reddito. Adesso è il momento di fare di Milano la città che cambia il suo territorio grazie al welfare portando nei quartieri progetti di riqualificazione che aprono servizi per chi ha bisogno e al contempo restituiscono alla collettività aree rigenerate e luoghi a uso di tutti. Oggi, in questi progetti, raccontiamo la nostra città che è e che sarà.
Davide Lorenzano