Milano e i teatri perduti

Teatro Poliziano

Prima di diventare un teatro, il Teatro Poliziano era una sala cinematografica costruita nel 1930 e collocata in Via Poliziano, una perpendicolare a metà del rettilineo di Corso Sempione. Da quell'anno si proiettarono film per quarantacinque anni fino al 1976, anno in cui la sala venne ristrutturata da una società immobiliare sulla spinta dell' "Associazione Produzioni Artistiche Culturali" comprendente tra gli altri Jan Battistoni (architetto e scenografo del Piccolo Teatro), Sergio Dragoni (dei Pomeriggi Musicali), la ballerina Anna Maria Razzi e capeggiata da Ruggero Jannuzzelli, collaboratore per diversi quotidiani tra cui il Tempo e il Giorno. L'associazione assunse per due anni la gestione del teatro rendendolo degno di attenzione nella vita artistica cittadina e nella cronaca giornalistica di quel periodo. Il teatro aveva 800 posti e un palcoscenico di m 9 per m 14.
Il teatro venne inaugurato il 25 settembre 1979 dalla Compagnia di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrèe, ideatori di "Le cirque imaginaire".
Seguirono "Il generale Della Rovere" di Indro Montanelli, presentato dalla Compagnia PR.IN.CI.TE., diretta da Mario Carotenuto, "Il galantuomo per transazione" di Giovanni Giraud, con la Compagnia di Mario Scaccia, "Candida" di Shaw, Compagnia Odeion, "Amore e magia nella cucina di mamma", di Lina Wertmuller, Compagnia Teatro Moderno.
Il CRT, nel dicembre del 1980, entrò nella gestione del teatro per poter rispondere più adeguatamente all'aumento del suo pubblico che la sala di via Dini non riusciva più a contenere. E, proprio in quell'anno, il Centro di Ricerca per il Teatro inaugurò la stagione nel nuovo spazio con "Gli ultimi giorni di Pompei" della Compagnia Carlo Colla. La linea artistica del CRT fu una vera novità per la programmazione teatrale di Milano. La sua caratteristica innovativa si basava sull'inserimento, nella stagione, di Compagnie estere la cui conoscenza era ancora teorica e fondata sull'informazione libresca e giornalistica. Fra queste vanno ricordati il Gruppo Cricot 2 Treat che ha rappresentato "Wielopole – Wielopole" di Tadeusz Kantor e, poco meno di due mesi dopo alla fine di febbraio 1981, un'altra Compagnia polacca, lo Stary Treat di Cracovia, che mise in scena una riduzione teatrale del romanzo di Fiodor Dostoevskij "I demoni", più accessibile al pubblico grazie alla traduzione simultanea.
Ma è il 1982 a decretare il successo della scelta artistica esterofila del CRT. In quell'anno, precisamente il 15 dicembre, andò in scena "Il mattatoio" di Slawomir Mrozek, per la regia di Krzysztof Zanussi, con gli attori Delia Bertolucci, Flavio Bonacci, Lella Costa, Nicola De Buono e Giovanni Visentin. Alla "prima" parteciparono anche importanti esponenti del mondo della cultura e della politica.
Il 1983 è l'anno in cui la parabola ascendente del successo delle scelte artistiche del CRT trova il suo apice nella rassegna "Alle radici del Sole", sulle diverse forme del teatro giapponese, organizzata in collaborazione con il Comune di Milano e "Milano Estate". Fu la rassegna più importante organizzata in Europa sul teatro giapponese. Ma il 1983 è anche l'anno in cui la Commissione provinciale di Vigilanza decide di porre fine all'attività artistica del Teatro Poliziano dichiarandolo inagibile.
Nel marzo del 1984, dopo lunghe discussioni, l'attività del CRT si sposta al Teatro dell'Arte.
Andrea Pietrantoni