Municipi

Sono rose?

Con lo scorso 16 aprile 2016, si è concluso il percorso di trasformazione dei Consigli di zona in Municipi. Allora, tutto bene? 
Alcune cose sono certe e innovative. Ciascuno dei Municipi (sempre nove, come i precedenti Consigli di zona) ha 30 consiglieri di municipio (presidente compreso), rispetto ai precedenti 41 consiglieri di zona. Poi, il Presidente di Municipio viene eletto direttamente dagli elettori e percepirà un compenso di 42.701 euro lordi/anno. Quindi, ci sono tre Assessori (uno può anche non essere consigliere di Municipio) e anche un presidente del Consiglio di Municipio, che percepiranno un compenso di 17.080 euro lordi/anno (il 40% di quanto percepito dal presidente di Municipio annuo lordo). Non ci iscriviamo né alla fazione degli “ottimisti”, per i quali adesso cambierà tutto, né dei “pessimisti”, per i quali non cambierà niente.
Invece, come abbiamo più volte affermato, i Municipi devono essere funzionali all’amministrazione delle Periferie (il Centro ha altri problemi e, comunque, è presidiato da Palazzo Marino, con tutti i suoi assessori e funzionari). 
Quindi, per evitare ennesime delusioni e crearsi aspettative infondate, è utile un piccolo inquadramento storico. In merito, ricordiamo che il Regolamento dei Municipi approvato in questo 2016 - e ci sono voluti cinque anni! – sostituisce il Regolamento dei consigli di zona del 1997, mai applicato, che a sua volta aveva sostituito il Regolamento dei consigli di zona del 1977, mai applicato. 
Allora, il punto è questo: non è sufficiente l’approvazione di un Regolamento, perché poi il rischio è che non venga applicato, ed è l’unica cosa certa avvenuta in questi quarant’anni. Il problema non è quello di incolpare qualcuno, ma di avere ben presente che c’è una stratificazione “politico-burocratica” –  in una recente presentazione in quel di Baggio è stata definita “centralistica” e con alta stima di sé – che, nei fatti, ha sempre bloccato tutto.
Allora, le Municipalità non possono rischiare di essere dei Consigli di zona con qualche fiocchetto in più. Invece, devono realizzare un modello organizzativo idoneo a conseguire il massimo coordinamento dei servizi e uffici decentrati tra loro e, nello stesso tempo, dei rapporti tra questi e quelli centrali (Andrea Borruso. Una esperienza di decentramento urbano, 1975). 
Perché una cosa è chiara e sotto gli occhi di tutti: la città (e le periferie in particolare) non si governa da Palazzo Marino e, tanto meno, si risolvono i problemi, con i Sindaci che di volta in volta si sono succeduti, che si sono accorti di avere le armi spuntate. Chiunque sia il nuovo Sindaco.                     
Walter Cherubini