NESSUNA PRESENZA DI MICROPLASTICA NELL’ACQUA DI MILANO

È stato anticipato il 6 settembre su diversi media, l’esito di una ricerca di Orb Media, un sito di informazione non profit di Washington, che dimostrerebbe la presenza di microplastica anche nell’acqua potabile che fuoriesce dal rubinetto di casa. Nel sottotitolo di un articolo si afferma che: Questo studio è il primo a provare l’esistenza di una contaminazione da plastica nell’acqua corrente di tutto il mondo. La problematica dei residui della plastica nell'ambiente è assai nota; è legata alla presenza di piccoli pezzi di plastica (microplastica) che, degradandosi, rilasciano potenziali inquinanti. La normativa vigente italiana, per le acque destinate al consumo umano, non prevede il controllo e la ricerca né di fibre di plastica né di composti organici rilasciati per degrado da queste ultime. 
E a Milano? La città di Milano per approvvigionarsi utilizza solo acque di falda profonda e non acque superficiali (fiumi e laghi), dove si possono ritrovare residui di microplastica. Pertanto si esclude la possibilità che l’acqua che fuoriesce dal rubinetto possa avere contaminanti residui dalla microplastica. Nelle acque superficiali, il D.lgs 152/2006, impone la ricerca degli ftalati (diesteri dell'acido ftalico), utilizzati molto come additivi (ammorbidenti) nelle plastiche flessibili, in particolare nel PVC (polivinilcloruro). Il laboratorio di MM misura regolarmente il composto di degradazione del PVC, il CVM nell'acqua (cloruro di vinile monomero) e, dall'entrata in vigore della DLgs n. 31/2001 non è mai stato rilevato. L'acqua di Milano è comunque trattata anche con carbone attivo, utilizzato per la rimozione di inquinanti organici e inorganici, e questo ha anche la capacità di trattenere, se presenti, macro particelle poiché funziona anche da filtro fisico. Inoltre la rete idrica della città di Milano è costituita da tubazioni in ghisa grigia, ghisa sferoidale e acciaio e, solo per brevi tratti, alcune tubazioni sono in materiale plastico conforme alle normative comunitarie, indicato per il convogliamento d'acqua a uso alimentare visto il grado elevato di atossicità. 
I materiali innovativi delle tubazioni, che vengono proposti, sono comunque testati da MM, in collaborazione con enti di ricerca indipendenti, per valutarne i possibili rilasci, prima di qualunque utilizzo in rete. Il laboratorio di MM di Milano si è attrezzato, negli ultimi anni, di strumentazione analitica d'avanguardia che permette non solo le analisi di routine (190.000 all’anno), ma la ricerca e lo studio di possibili inquinanti diversi, emergenti, per garantire, per quanto possibile, una costante qualità della nostra acqua potabile, elevatissima.
L’acqua di Milano, che ha una tariffa tra le più basse d’Europa, è senza dubbio buona, controllata, quindi sicura.
Cinzia Gelati