Palme e banani in Piazza Duomo, ma da Corvetto a Quarto Oggiaro …

Palme e banani in piazza Duomo, Corvetto e Quarto Oggiaro restano problematiche.
Il 25 marzo la visita di Papa Francesco: “la realtà si capisce meglio dalle periferie”.

Le palme ed i banani in Piazza del Duomo hanno catalizzato l’attenzione del mondo politico, peraltro ben supportata da carta stampata e televisioni con fiumi di parole. Un dibattito che non ci ha particolarmente appassionati. Comunque, per i cultori della botanica e per chi vuole avere qualche informazione in più sulle piantumazioni cittadine rinviamo al libro “Gli alberi di Milano”, oltre 300 pagine curate da Giorgio Ceffali e Felice Raposso, Guardie Ecologiche Volontarie milanesi. 
QUARTO OGGIARO E CORVETTO
Intanto, una nuova indagine, elaborata da Ipsos in occasione della recente 18ª edizione del premio alla virtù civica Panettone d'Oro, ha raccolto le impressioni degli abitanti di una quindicina di quartieri milanesi, cercando di coglierne gli elementi salienti. Ne è scaturito un quadro cittadino che, da una parte, vede i quartieri Bicocca e Lambrate caratterizzati da innovazione e dinamismo. All’opposto, invece, Corvetto e Quarto Oggiaro continuano ad essere percepiti come luoghi di degrado (a conferma di ciò, lo scorso 25/02 sul Tg La7, Quarto Oggiaro ha avuto una citazione “nazionale” da parte di un ministro, associato a Scampia). Ciò, malgrado gli interventi compiuti ed il significativo impegno di persone ed associazioni. 
Probabilmente, lo sforzo profuso non corrisponde alle necessità e, forse, anche il metodo adottato non è adeguato. Eppure Milano ha tutte le risorse e le competenze per poter affrontare e risolvere i problemi. Ma permane in uno stato di frammentazione: Milano è come un operoso alveare, con tante celle che non comunicano tra di loro. Una Milano che non fa sistema (…). Se Milano è la Cerchia dei Navigli, va da sé che già le periferie sono luoghi sconosciuti, luoghi marginali e tenuti ai margini (Indagine Ipsos-Immagine Milano).
In proposito, anche recentemente abbiamo rilevato qualche approccio un po’ statico, quasi che i problemi della periferia debbano adeguarsi alle esigenze della burocrazia.  
DIMENSIONE PUBBLICA
Da questo punto di vista, sono di richiamo le parole di Papa Francesco, che il 25 marzo sarà a Milano: La realtà si capisce meglio non dal centro, ma dalle periferie. Allora, è necessario che le periferie assumano l’iniziativa, evidenziando problemi ma, soprattutto, promuovendo proposte: è necessario che le varie ricchezze e capacità ben radicate nella periferia milanese assumano la consapevolezza di dover acquisire una dimensione pubblica. Certo, è anche necessario che le istituzioni smettano di considerare il Terzo settore come una stampella o, peggio, una giustificazione per poter fare meno (…) che Comune e Regione coinvolgano chi fa welfare nel processo decisionale: sono loro, in fondo, ad avere più chiaro il polso della situazione
(Elisabetta Soglio, Corriere della Sera-19/02). Altrimenti, la prospettiva continuerà ad essere quella di una permanente incompiuta. Da questo punto di vista il percorso “2017 - Anno per le Periferie di Milano” (www.periferiemilano.com) può essere utile strumento da condividere.  
Walter Cherubini
Consulta Periferie Milano