Periferie: a che punto siamo?

Il tema delle periferie è al centro della discussione pubblica. Ma pensare a una città partendo dalle periferie è molto più complicato che prometterlo.
Una “Scuola di Periferie” (60 appuntamenti nel biennio 2017-’19)


Il tema delle periferie è ritornato al centro dell’attenzione e della discussione pubblica”, ha evidenziato la presentazione del Convegno “Quali politiche per le periferie? Riflessioni a partire dal piano periferie del Comune di Milano” (21 giugno 2017, Milano), promosso da Dastu-Politecnico di Milano, che prevede una “due giorni” di ripresa nel prossimo autunno. Riflessioni peraltro non propriamente positive sul Piano periferie del Comune di Milano, visto più come un piano per alcuni dei quartieri degradati della nostra città (spesa preventivata 296+60 milioni); Infatti, si sono levate lamentele dagli altri quartieri esclusi che, però, erano magari stati interessati dai precedenti Contratti di Quartiere avviati un decennio fa (spesa preventivata 235 milioni) che, peraltro, da San Siro al Corvetto, non hanno avuto gli effetti sperati. Allora, è necessario fare un’analisi che aiuti a comprendere i motivi di tante spese e di troppi fallimenti passati, così da non ripeterli nel futuro. 


METODO


Sembra sempre di ricominciare tutto da capo, sospinti da tante buone intenzioni. Ma, poi, difficoltà e problemi si ripropongono puntualmente, a partire dalla solita burocrazia: allora, sembra quasi che i problemi della periferia debbano adeguarsi a esigenze, ritmi e tempi della burocrazia (???).  


Poi, c’è anche un metodo da affinare. Così, se «la sfida della periferia si vince se da ossessione del Sindaco diventa ossessione di tutti» (Mirko Mazzali, delegato alle Periferie del Sindaco di Milano), d’altra parte è stato evidenziato che «l'Amministrazione comunale ha commesso un errore: non ha coinvolto le imprese nel Piano periferie» (Marco Barbieri, Segretario generale Confcommercio Milano). 


“SCUOLA DI PERIFERIE”


D’altra parte, le periferie sono un tema ostico di fronte al quale ci si sente impreparati: “non so come si fa, ma lo voglio fare” (sindaco Sala). Ma, «pensare a una città partendo dalle periferie è molto più complicato che prometterlo» (Massimo Rebotti - Corriere, 23.12.2011). Allora, è necessario sistematizzare le esperienze passate mettendole a disposizione di tutti. In tale contesto, per il biennio 2017-’19, Consulta Periferie Milano promuove una “Scuola di Periferie”; ciò, alla luce di molteplici esperienze consolidate in 12 anni di attività, tra l’altro con oltre 100 incontri con centinaia di persone/realtà, nonché numerose iniziative condivise con 150 associazioni/enti (anche 600 concerti messi in campo, con 40 cori disponibili a cantare nelle corti dei quartieri popolari, un peccato non utilizzarli). Una “Scuola di Periferie” aperta alla partecipazione e al contributo di tutti, articolata in 30 appuntamenti/anno, in varie sedi territoriali (inaugurazione mercoledì 27/9 – ore 21 in Villa Scheibler a Quarto Oggiaro). Dalla storia alla geografia, dalla progettazione alla comunicazione all’arte (info: www.periferiemilano.com), con un taglio “operativo”, anche per individuare soluzioni a quegli intralci burocratici più volte lamentati, ma sempre irrisolti. Per aiutare operativamente chi agisce nelle e per le periferie.


Walter Cherubini