Periferie: non cambia nulla ...

Primi fuochi di “banlieue” a Milano? Il rincorrersi delle auto bruciate in via Diotti, in quel di Baggio (...) è un segnale della situazione fuori controllo in cui versano alcune aree cittadine, in particolare nei quartieri di edilizia pubblica, scrivevamo (Vivere Milano, aprile 2014).

Essere “profeti”, purtroppo, è stato fin  troppo facile e, comunque, una cosa è chiara: il problema “periferie” è lì in tutta la sua evidenza, facendo tabula rasa anche di tutti quegli atteggiamenti “negazionisti” e “malpancisti”, quasi che evidenziare il tema periferie equivalesse ad essere negativi, superati dai tempi fuori moda: «Periferie? Adesso ci sono le “conurbazioni”» taluno aveva sentenziato.
Appunto. Ma, le periferie sono tornate alla ribalta, un po’ come il fiume Seveso, che esonda da 40 anni e continua ad esondare. Qualcuno osserva: se a Niguarda ci fossero state le sedi di Comune di Milano (Palazzo Marino), Fondazione Cariplo e Corriere della Sera, la soluzione sarebbe stata trovata e non ci sarebbero più allagamenti, da tempo! 
Ma che aria tira nelle periferie, soprattutto tra chi cerca di costruire, piuttosto che scassare? Sfiducia, rassegnazione e sentimento di abbandono sono emersi anche a margine della recente 8a Convenzione delle Periferie e sembrano prevalere: «Tanto, non cambia nulla ...», non si riescono a vedere elementi che possano dare una prospettiva; ciascuno – anche di quella che una volta era la cosiddetta “classe dirigente cittadina”, istituzionale, certo, ma anche economica, culturale e dell’informazione – sembra giocare un po’ in proprio.
Ma, proviamo a individuare gli elementi di un possibile cambiamento, non secondo le nostre intenzioni, bensì raccogliendo e rilanciando alcune “manifestazioni di attenzione” nei confronti delle periferie. Andiamo per anno:       
2014 - Portare la “lirica” in periferia? Penso a sale teatrali nei quartieri di periferia (...): cercheremo di arrivare dappertutto. La Scala si deve aprire sempre di più alla città ha affermato Alexander Pereira, nuovo sovrintendente del Teatro alla Scala. Bene, i teatri in periferia sono 100 (anche se nemmeno i teatranti lo sanno) e saremo lieti di mettere a disposizione la struttura organizzativa della Rassegna musicale “Concerti in Periferia”, 6 edizioni con oltre 300 concerti in 30 luoghi periferici, grazie alla collaborazione di 50 diversificate realtà associative.
2011 - Nei miei primi cento giorni ridarò dignità alle periferie, le riporterò al centro, - dichiarò Giuliano Pisapia, allora candidato sindaco di Milano. Lo sappiamo, i temi organizzativi sono un po’ ostici. Però, in ogni zona “periferica” operano numerose associazioni e molteplici funzioni comunali. Ma non c’è una regia territoriale e ciascuno fa per sé, con i Consigli di zona che continuano a rimanere un’incompiuta. Eppure, basterebbe che i Servizi/Funzioni comunali operanti in ciascuna zona dipendessero “funzionalmente” dal rispettivo Consiglio di zona., mantenendo la dipendenza “gerarchica” dai propri Settori/Direzioni. 
Inoltre, chi negli anni ’70 aveva concepito il Decentramento, aveva previsto (Art. 19) che i Consigli di zona si occupassero anche del patrimonio edilizio dell’Iacp (oggi Aler). Questa disposizione, peraltro come anche tutte le altre, non è mai stata applicata. Avremmo avuto una situazione diversa? Ma non averlo fatto ha portato i “risultati” che sono sotto gli occhi di tutti.
2009 - Dalle pagine del Corriere della Sera venne lanciato il “Manifesto per Milano”. Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, chiese di tenere conto delle periferie degradate: “Un piano per le periferie” titolò il Corriere. Ma, il Piano c’è? Qualcuno l’ha fatto? Ma, qualcuno ha intenzione di farlo? Allora, non è forse il caso che chi ritiene che debba essere fatto un “piano per le periferie” (l’Area P) chiami a raccolta gli interessati e ci si metta all’opera? Continuare ad aspettare equivale ad attendere qualcuno che non arriverà mai. Intanto, il Seveso esonda, esonda, esonda ... ed anche le Periferie hanno oltrepassato il livello di guardia. È proprio necessario aspettare che esondino? 
Allora, forza e coraggio ... chi fa un passo avanti?
Walter Cherubini
Consulta periferie Milano-www.periferiemilano.it