Prevenire, preparare, proteggere, trasformare

Riusciremo a garantire le cure mediche anche quando i malati pretenderanno la somministrazione di farmaci sperimentali costosissimi? E, di fronte all'allungamento della vita (in Italia è mediamente di 82,7 anni), come potra’ il sistema sanitario assolvere pienamente al suo compito?

Questi gli interrogativi di fondo del dibattito al quale i hanno partecipato il ministro della salute Beatrice Lorenzin e il presidente di Aspen Italia Giulio Tremonti, organizzato da Aspenia Talks. La risposta unanime è nel senso che sarà lo stesso progresso medico e farmaceutico, che prolunga l'attesa di vita, a permettere di risolvere il problema. Se la ricerca di base non deve essere vista come un costo, ma come il più grande investimento perché produce ricchezza, crea start up, consente all'Italia di mettere a frutto il suo potenziale in termini di know-how, tale investimento diventa sostenibile se viene contabilizzato assieme ai benefici. Nel contempo bisogna diffondere una cultura della gestione collettiva delle risorse per evitare che alle cure sanitarie accedano un domani solo i ricchi. La presenza dei privati nel settore facilita l'erogazione di servizi a costi corretti, lo stesso interesse che ha lo Stato.

Negli ultimi decenni il Servizio Sanitario Nazionale ha assicurato a generazioni di italiani servizi di buon livello e accessibili a tutti, ma oggi si trova ad operare in un contesto diverso rispetto al passato a causa di fattori tecnici, economici ed etici. Il progresso tecnico, assieme ai trend demografici, contribuisce ad allungare la vita media aumentando la domanda di prestazioni sanitarie. I vincoli e i limiti di natura economica hanno un peso sempre maggiore nei processi decisionali. I problemi etici, infine, sono sempre più centrali per il settore. Per fronteggiare queste sfide, il sistema sanitario italiano dovrà sapersi muovere lungo quattro direttrici principali: continuare a migliorare la prevenzione delle malattie e l’efficienza delle strutture sanitarie, ridurre le disparità tra le prestazioni, definire una politica sanitaria nazionale integrata con le priorità industriali del Paese e semplificare la burocrazia.