PROTOCOLLO D’INTESA PER PREVENIRE E CONTRASTARE LE DIPENDENZE NELLE SCUOLE

È stato firmato il primo giugno un protocollo d’intesa tra Comune, Città Metropolitana, Regione Lombardia, Prefettura e Ufficio scolastico Territoriale per lo sviluppo e il consolidamento di buone prassi in materia di tossicodipendenze e per il contrasto a fenomeni legati ad altre forme di dipendenza e disagio minorile in ambito scolastico.

I dati delle più recenti rilevazioni, condotte a livello nazionale e regionale, evidenziano una specifica e forte presenza di consumo di sostanze illegali e dell’abuso di alcol all’interno della popolazione scolastica fin dai cicli dell’obbligo. Health Behaviour in School-Aged Children (HBSC) ha per esempio evidenziato che in Lombardia l’uso eccessivo di alcol coinvolge il 15% degli studenti tra gli 11 e i 15 anni (a 11 anni il 3,9% si è ubriacato almeno una volta, a 13 anni si sale all’8,7%, mentre a 15 la percentuale aumenta fino al 37%) e che lo spaccio, il consumo di droghe o l’abuso di alcol sono considerate da oltre il 41% dei dirigenti scolastici problematiche di grande rilievo all’interno delle scuole. Inoltre, una ricerca sulla popolazione dell’ATS di Milano rileva che nelle scuole secondarie di secondo grado il 40% degli studenti (contro una media regionale del 26,5%) entra in contatto con le sostanze stupefacenti e che tale condizione interessa già il 4% degli studenti delle scuole secondarie di primo grado.
Su queste basi nasce l’accordo sottoscritto, che ha come obiettivo principale quello di coordinare le azioni, preventive ed eventualmente repressive, che le Istituzioni, le Forze dell’ordine e le scuole possono mettere in campo sinergicamente e congiuntamente per far fronte all’utilizzo di droghe da parte dei giovani studenti e ad altri comportamenti problematici, con particolare riferimento a bullismo e al cyberbullismo. Il Comune di Milano con l’Assessorato all’Educazione e Istruzione e la Polizia locale ha in campo da tempo azioni positive sia di prevenzione e dissuasione dall’acquisto, dal consumo e dallo spaccio sia di intervento educativo con attività mirate al contrasto di tali comportamenti. Nel 2017, per esempio, sono stati coinvolti circa 400 alunni delle Scuole secondarie di Primo grado della città con attività di prevenzione ai comportamenti a rischio, direttamente nelle classi o in uscita, con l’obiettivo di affrontare le criticità relazionali ed evolutive e favorire un atteggiamento critico nei confronti di esperienze che possono portare a comportamenti a rischio e illegali. Azioni che si aggiungono ai progetti educativi, culturali e di socializzazione per piccoli gruppi di detenuti dell’IPM Beccaria con i ragazzi in uscita, attraverso orientamento verso il territorio, i servizi e le istituzioni (circa 940 ragazzi raggiunti da diversi interventi nel 2017); ai percorsi di mediazione penale e riparazione per casi inviati dal Tribunale per i Minorenni (circa 160 interventi nel 2017); alle attività di contrasto alla dispersione scolastica, con progetti come “Smetto quando voglio” e “Scuola per la famiglia”; alle azioni di educazione alla legalità e tutela della vittima.
A questi si aggiungono le iniziative della Scuola del Corpo delle Polizia locale negli istituti scolastici con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a comprendere l’utilità delle regole e riflettere sulle conseguenze dei comportamenti scorretti e di trasmettere la cultura della sicurezza, della legalità e convivenza civile.
Nell’anno scolastico 2017 - 2018 si sono svolti 304 incontri che hanno coinvolto 16.600 alunni delle Scuole Secondarie di primo e secondo grado, in particolare per educazione sulle dipendenze, sul bullismo e sui reati informatici. A questi si affiancano le attività svolte dal Nucleo Cinofili della Polizia Locale che ha incontrato più di 2500 studenti delle scuole superiori per fare prevenzione sul tema del consumo delle droghe.
“Il protocollo sottoscritto oggi mette in rete - hanno spiegato la vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo e l’assessore all’Educazione Laura Galimberti - le competenze e le esperienze che ciascuno dei presenti al tavolo ha già messo in campo. È un impegno a lavorare insieme sulla prevenzione, oltre che la repressione, con un messaggio ancora più incisivo sulle dipendenze e sui comportamenti potenzialmente pericolosi, fornendo ai ragazzi una maggiore consapevolezza rispetto ai comportamenti che terranno e alle scelte che faranno nel loro futuro”.