Qualità della vita a Milano? Ottima, sembrerebbe…

La qualità della vita nei quartieri di Milano? Positiva per l’82% dei milanesi.
E le periferie non sarebbero un problema, almeno sembrerebbe …

Di tanto in tanto i milanesi vengono interrogati sulla qualità della vita nella nostra città. Lo scorso mese di novembre è stata la volta della ricerca “OsservaMi – conoscere e capire Milano”, condotta dall'Università degli Studi di Milano e recentemente presentata in Commissione Periferie del Consiglio comunale di Milano.
RISULTATI
Il risultato? Positivo il giudizio sulla vita nella propria zona per l’82% degli 850 intervistati (20 per ciascuna delle 40 aree nelle quali è stata suddivisa la città).
Allora tutto bene? Peraltro, se la percezione “a caldo”, si potrebbe dire, è che «a Milano si vive mediamente bene», un po’ diverso è il riscontro entrando più nel merito dei temi, con una valutazione positiva che complessivamente scende al 56%.
Allora, le cose sembrerebbero andare bene se si guarda ai trasporti ATM (positivi per il 90% degli intervistati), ai servizi commerciali (positivi per l’86%) ed al verde (positivo per il 70%).
Invece, criticità emergerebbero in tema di integrazione (negativa per il 64% degli intervistati) e anche di pulizia (negativa per il 59%).
In una via di mezzo, invece, si collocherebbero le valutazioni in merito ai servizi sportivi e alla cultura (positive per il 54% degli intervistati) e alla sicurezza (positive sempre per il 54%). Insomma, una sorta di spaccatura a metà della città.
Peraltro, come al solito, le indagini non sono oro colato, ma degli indicatori che possono prestarsi a critiche e a interpretazioni.
PERIFERIE
E le periferie, ciclicamente al centro dell’attenzione - meglio, nell’occhio del ciclone - e un’ossessione per il sindaco Sala? Dai risultati dell’indagine non sembrerebbero essere un problema, con le zone Baggio-Trenno-Forze Armate, Crescenzago-Lambrate-Città Studi, Gorla-Bicocca e Barona con le valutazioni migliori. Ma è proprio così? Forse, come da taluno osservato, «dividere la città in 40 quartieri non è sufficiente: San Siro e corso Vercelli non manifestano evidentemente gli stessi problemi».
Allora, qualche approfondimento in più, accompagnato dalla prospettiva di una pluralità di interventi, sarebbe necessario. Infatti, riteniamo che margini di miglioramento ci siano e che in questa direzione debba andare l’impegno di ciascuno, possibilmente superando la persistente frammentazione degli interventi che vanifica molte delle energie impegnate e delle risorse spese. Milano ha la forza per farlo, ma dobbiamo uscire dal deleterio ripiegamento su noi stessi, da un certo autoreferenzialismo che sicuramente non avvantaggia chi è svantaggiato.
Walter Cherubini
Consulta Periferie Milano
www.periferiemilano.com