QUANDO LA DONNA SI VESTE DI GIALLO

La figura della donna nella letteratura poliziesca è di certo fondamentale, e non solo come personaggio di contorno per la pletora di personaggi maschili creati da autori non sempre e non solo maschi ma anche femmine - vedi quell'Agatha Christie creatrice del buffo nonché baffo impomatato Hercule Poirot.

Diversi protagonisti di queste storie sono donne, create da autori di ambo i sessi per un pubblico di lettori - donne e uomini - con stessi gusti. Fra le scrittrici - americane in genere per questo genere in gran parte americano - ce ne è stata una proveniente dall'autentico mondo della polizia, dove per 14 anni ha lavorato. Si chiamava Dorothy Uhnak, ed era nata a New York il 24 aprile 1930, morendo poi a Greenport (NY) l'8 luglio del 2006. Dorothy esordì come scrittrice nel 1964 con il libro autobiografico "Policewoman", a cui seguì quattro anni dopo il primo romanzo della trilogia dedicata all'agente investigativo Christie Opara (chi lo sa che il nome di battesimo non rappresentasse un omaggio della neo scrittrice alla veterana e in quel 1968 ancora viva e attiva maestra del poliziesco). Nel 1973 la Uhnak scrisse un bellissimo romanzo di 300 pagine dove a narrare in prima persona è un uomo. l'agente investigativo Joe Peters. Lo stile adottato è piacevole, e la vicenda credibile, ispirata da un fatto realmente accaduto. Il punto di vista maschile è reso dalla scrittrice con accurata verosimiglianza, sguazzando nel triviale come sembra - per molti uomini - essere il loro fattore naturale, usando sguazzare nel letame inzaccherando non solo l'abito di chi vi transita m anche l'anima. Dorothy Uhnak entrò nel corpo di polizia della città di New York nel 1953 e vi rimase fino al 1967, per poi dedicarsi anima e corpo alla narrativa. Dieci anni dopo la sua nascita, il 24 aprile 1940 nasce a Lousville, nel Kentucky, Sue Grafton, una scrittrice di polizieschi che esordirà nel 1967 e scriverà sette romanzi prima di affrontare - a partire dal 1992 - la sua prova più impegnativa, la serie di polizieschi dell'alfabeto, così definiti perché ciascun romanzo ne reca nel titolo una lettera. La Grafton è riuscita ad arrivare fino alla lettera "Y", e quest'ultimo suo romanzo le è stato pubblicato nell'agosto 2017, quattro mesi prima di morire - il 29 dicembre - nell'ospedale di Santa Barbara, cittadina californiana nella quale aveva vissuto fino al 1983 anche il suo grande collega Ross Macdonald, il cui personaggio principale: Lew Archer, continua ancora a essere ricordato nel mondo del poliziesco. Archer è un detective privato, così come lo è Kinsey Millhone, quasi di sicuro primo investigatore privato donna, che narra in prima persona come Archer e Marlowe le sue indagini. C'è poi la più giovane delle tre autrici qui esaminate, e il suo personaggio: Kay Scarpetta. Si tratta di Patricia Daniels Cornwell, nata a Miami il 9 giugno 1956. Patricia è discendente di Harriet Beecher Stowe, autrice de "La capanna dello Zio Tom", e dall'ava in questione ha ereditato un capannello di persone che contano le quali si riuniscono nelle piazze televisive per commentare i suoi libri. O, invece che il solo Tom, un Tom-Tom, vale a dire un navigatore che le ha consentito di procedere sulla giusta strada e precedere diversi suoi colleghi meno dotati. Patricia, che sposò giovanissima Charles Cornwell, un uomo più vecchio di lei di 17 anni, ripetendo al contrario la situazione matrimoniale avvenuta per Raymond Chandler e sua moglie Cissy, si trasferisce con il marito in Virginia dopo avere conseguito nel 1979 la laurea in letteratura inglese. Prende a lavorare come cronista di nera, e a partecipare anche ad azioni di polizia per meglio studiare dal suo interno come le forze dell'Ordine agiscono. Diventa quindi analista informatico al Virgin Chief Mondial Exmaniner, e qui conosce il capo medico legale Marcella Fierro, che le ispirerà il suo personaggio principale, l'anatomopatologa Kay Scarpetta, protagonista di oltre venti romanzi a partire dal 1990. La Cornwell (che come la Christie dopo il divorzio ha mantenuto il cognome del marito) ha scritto anche 12 romanzi senza Kay Scarpetta, più una interessante biografia del pittore Walter Sickert, che secondo lei è stato il famigerato assassino Jack lo Squartatore. La caratteristica di queste scrittrici nonché dei loro personaggi: in genere donne che scrivono di altre donne, è quella di mostrare verso i personaggi descritti - sia femmine sia maschi - una comprensione che forse la donna detiene più dell'uomo perché il suo sesso è naturalmente portato per alleviare le fatiche dell'esistenza. Un po' amante, un po' mamma, un po' figlia, la donna anche nella narrativa poliziesca mantiene vari ruoli distinti, senza mai smettere di rivaleggiare coi colleghi uomini e coi loro giudizi e pregiudizi. Ma forse tutto ciò contribuisce a renderla più intrigante, e di conseguenza più interessante, di tanti e forse troppi suoi colleghi maschi. 
Antonio Mecca