Referendum regionale: una presa in giro

Domenica 22 ottobre ci sarà un referendum, voluto dalla maggioranza che governa la Regione Lombardia e dal suo presidente Roberto Maroni. Ai Lombardi viene chiesto se la loro Regione debba “richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse”. In realtà, qualunque sia il risultato, non cambierà nulla perché non può cambiare nulla. La Costituzione non lo consente. Così Roberto Maroni e la sua maggioranza fanno spendere ai Lombardi una cinquantina di milioni per nulla. Una vera presa in giro dalla quale è necessario astenersi. Non andare a votare significa non farsi coinvolgere, anche se si è contrari, in un'operazione solamente politica che serve alla ricandidatura di Maroni alle prossime elezioni regionali. Anche votare “No” è utile alla Sua causa perché maggiore sarà il numero dei votanti e più facile sarà per Lui attribuirsi il merito di aver coinvolto un gran numero di cittadini e, siccome il “Sì” ha buone probabilità di vittoria, questo rafforzerà la propaganda della Lega alle elezioni regionali della prossima primavera. Questo referendum, che non necessita di quorum, consente facilmente di proclamarsi vincitore. Ai seggi non sarà necessario esibire il certificato elettorale, ma solo un documento, viene così meno una delle garanzie che un cittadino non voti più volte e la correttezza del dato di affluenza. Il voto sarà fatto digitando su un tablet (oltre 20 milioni il costo delle apparecchiature) “Sì” o “No” o “bianca”. Quindi quelli che pensano di annullare in qualche modo la scheda con scritte o segni vari devono restare a casa. La scheda come la conosciamo non esiste, ma nel 5% dei 450 seggi la macchina stamperà una specie di scontrino, che, in automatico, andrà in un'urna per “controllo a campione(?)”!!! 

Per assurdo, se la differenza tra i “Sì” e i “No” fosse di pochi voti, nessuno potrà chiedere il riconteggio, a meno di violare la segretezza del voto. E se qualche hacker riuscisse a far risultare un pareggio? Questo referendum senza quorum, costoso e senza garanzie di segretezza del voto e del suo controllo, non può cambiare il rapporto Stato-Regione. Evitiamo di farci prendere in giro. Non andare a votare è una scelta civica nel rispetto della Costituzione che la maggioranza degli Italiani ha confermato al recente referendum.

Lucio Oldani