Ricordiamo padre David Maria Turoldo

Martedì 6 febbraio ricorre l'anniversario della nascita al cielo di David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe Turoldo, presbitero, scrittore, poeta nato a Coderno il 22 novembre 1916 da una numerosa famiglia contadina. Le sue radici povere legate alla terra, determinarono in lui quella sensibilità che informò la sua attività futura. Oltre che poeta fu una figura profetica in ambito ecclesiale e civile, tanto da essere chiamato "coscienza inquieta della Chiesa".

A soli 13 anni fu accolto tra i Servi di Maria e il 2 agosto 1935 emise la professione religiosa. Frequentati gli studi filosofici e teologici a Venezia, il18 agosto 1940 venne ordinato sacerdote. Dal 1940 fu assegnato al convento di Santa Maria dei Servi in San Carlo al Corso in Milano. Per circa un decennio tenne la predicazione domenicale nel duomo di Milano, sotto la guida del cardinale Ildefonso Shuster Intanto si iscrisse al corso di laurea in filosofia all’Univervità Cattolica di Milano e conseguì la laurea l'11 novembre 1946. Fu Assistente universitario, prima a Milano, poi presso la cattedra di Letteratura all’Università di Urbino.

Durante l’occupazione nazista di Milano collaborò con la resistenza antifascista creando e diffondendo dal suo convento il periodico clandestino l'Uomo. In cui scriveva «La realizzazione della propria umanità: questo è il solo scopo della vita». Seguì il comando evangelico "essere nel mondo senza essere del mondo" come un "essere nel sistema senza essere del sistema". Rifiutò sempre di schierarsi con un partito.

Turoldo fu uno dei principali sostenitori del progetto Nomadelfia, il villaggio nato per accogliere gli orfani di guerra “con la fraternità come unica legge”, fondato da don Zeno nell'ex campo di concentramento Carpi, raccogliendo fondi presso la ricca borghesia milanese.

Note sono le due raccolte di liriche Io non ho mani (che gli valse il Premio letterario Saint Vincent) e Gli occhi miei lo vedranno, presentato nella collana Mondadori Lo Specchio da Giuseppe Ungaretti.

A seguito di prese di posizione di politici locali e da alcune autorità ecclesiastiche, nel 1953 dovete lasciare Milano e soggiornare in conventi dei Servi dell’Austria e della Baviera.

Nel 1955 Turoldo venne dai superiori dell’Ordine assegnato al convento della Santissima Annunziata di Firenze e qui incontrò personalità affini al suo modo di sentire, quale il sindaco Giorgio La Pira. Dopo un periodo di peregrinazioni all’estero, venne assegnato al convento di Santa Maria delle Grazie, a Udine, dove realizzò nel 1962 un film con il titolo “Gli Ultimi” e ispirato a un suo racconto Io non ero fanciullo. sotto la regia di Vito Pandolfi. Il film non fu bene accolto.

Nello stesso anno 1963 Turoldo iniziò una nuova esperienza religiosa comunitaria, allargata alla partecipazione anche di laici, con la creazione di una casa per l’ospitalità, che chiamò “Casa di Emmaus “Nella casa regnava la semplice accoglienza, senza distinzioni di censo, di religione, o altro”. Fondò la rivista Servitium come pure fece Innumerevoli interventi sui media, e sulla carta stampata.

Si spense per un tumore al pancreas, nella clinica “San Pio X” di Milano il 6 febbraio 1992

Ci sono rimasti i suoi scritti, poesie, saggi, preghiere.

Enrico Lamperti