RIFORMA DEL CATASTO? cui prodest?

Incertezze politiche e difficoltà economiche attraversano il mondo intero.

Oggi è più che mai necessario ripristinare lo stato-famiglia retto con i criteri della saggezza, del buon senso, del pragmatismo, libero da condizionamenti ideologici; il solo destinato a sopravvivere. Il Governo italiano, nel momento in cui ha riaperto la questione della riforma del catasto, di cui non c’era alcun bisogno - visto che la revisione perequativa può benissimo essere svolta sulla base della vigente normativa introdotta dalla Finanziaria del 2005, - si è posto fuori da questa linea imboccando una via assai pericolosa. Il solo ventilare la riforma, lo ricordiamo tutti benissimo, è stato uno dei motivi psicologici che hanno affossato il mercato. Timore di insostenibili conseguenze fiscali, crisi di fiducia nel risparmiatore immobiliare, causa questa di un calo verticale non solo degli investimenti ma anche delle spese per consumi generali. In effetti, le criticità della riforma sono di tutta evidenza ed è la stessa impostazione politica a essere sbagliata. 
Quando si lancia un nuovo quotidiano la redazione lavora per lo meno una quindicina di giorni al “numero zero”. Le case automobilistiche, prima di immettere nel mercato un nuovo autoveicolo, testano il prodotto per anni. 
Questo significa usare buon senso. Il nostro Stato cosa fa?  Vara apoditticamente - calandola in un sistema fiscale concepito per un assetto che viene ribaltato di punto in bianco - una riforma che certamente produrrà sperequazioni, squilibri, danni economici particolari e generali. Si dice, molto candidamente: se ci sarà bisogno si farà una verifica sulla base del criterio dell’invarianza del gettito - vai a controllare con tutte le variabili… - non del prelievo, e si introdurranno dei correttivi. Ma quali correttivi? Ci vorranno delle leggi che quando arriveranno, anni dopo, troveranno uno sterminato campo di caduti. Ma la Commissione Europea insiste: ecco il punto. L’Europa, che non capisce niente del nostro catasto, una materia criptica in cui si aggirano a malapena i nostri adepti, evidentemente spinta da qualche “suggeritore”, si fa interprete di una pressione che fa pensare: cui prodest?
Colombo Clerici 
Assoedilizia