Sophie Kinsella

È stata graditissima ospite nella giornata conclusiva di "Tempo di Libri" svoltasi a Fiera Milano Rho domenica 23 aprile, dalle 14,30 alle 16,30, la celebre nonché giustamente celebrata Sophie Kinsella, scrittrice inglese, laureata in economia e filosofia (e chi lo sa che il nome d'arte di Sophie non derivi proprio da philo-sophy), nata a Londra il 12/12/1969 specializzatasi a partire dall'inizio del nuovo millennio in quel particolare tipo di letteratura che, indirizzata a giovani donne fra i venti e i quarant'anni prende il nome di "chick lit", alla lettera: letteratura per pollastrelle, slang americano fatto derivare dai termini chicken (pollo) e lit (letteratura). Sophie Kinsella, nata Madeleine Townley che alla giovanissima età di 22 anni sposa Henry Wicham assumendone il cognome, esordisce scrittrice tre anni dopo, appunto nel 1995, proprio con questo nome, pubblicando il primo di sette romanzi rosa da noi tutti tradotti in italiano dall'ottima Nicoletta Lamberti. Il successo però è più di critica che non di pubblico, tanto che la giovane scrittrice decide così di passare a quel genere particolare cui si accennava più sopra passando anche ad un'altra firma, completamente e fantasiosamente inventata. Il primo di questi romanzi si intitola "The Secret Dreamworld of a Shopaholic", dove il termine shophaholic sta per fanatici dello shopping. E infatti il titolo italiano sarà "I love shopping", apparso nel 2000. Le protagoniste (perché sempre donne, e sempre giovani) di queste storie sono ragazze che vivono in grandi città come Londra e New York lavorando in settori quali l'editoria, la pubblicità, la finanza, la moda. Un po' come la scrittrice ai suoi inizi, impegnata per sua e per nostra fortuna solo per breve tempo come giornalista finanziaria. Lo stile di Sophie Kinsella è allegro come il suo "nom de plume", descrivendo irriverentemente tutto e tutti, anche argomenti sentimentali e sessuali, forse una forma di autodifesa che la nostra psiche a volte adotta per preservarci dalle emozioni cui la vita non manca di offrirci, e non sempre su un piatto d'argento. Madeleine-Sophie ha avuto dei precursori illustri nel passato che si chiamavano Anita Loos (l'autrice de "Gli uomini preferiscono le bionde") e, soprattutto, Jane Austen, l'autrice di "Orgoglio e pregiudizio" ed "Emma". Ed è stato proprio questo romanzo che la Wicham ha letto prima di "Orgoglio e pregiudizio" apprezzandone battute, situazioni e personaggi. Di lei Sophie dice: "Quando uno la legge per la prima volta l'ostacolo è la lingua, con i periodi così lunghi, ma poi ti accorgi che si allungano anche i tuoi pensieri". Frase bellissima e molto giusta. Ed è stato proprio di Jane Austen che la Kinsella ha parlato a "Tempo di Libri", integrando il bello e interessante articolo pubblicato da Tuttolibri sabato 15 aprile. Introdotta dalla brava giornalista siciliana Sara Scarafia, che le poneva varie e variegate domande, Sophie-Madeleine - sempre dolce come i dolci omonimi - ha risposto con intelligenza e grazia, di fronte a un pubblico di quasi sole donne. Perché infatti la lettura dei suoi romanzi è adatta più che altro alle donne sebbene anche gli uomini: a patto che siano sensibili oltre che intelligenti, possono imparare a meglio conoscerle, le donne, leggendo i suoi romanzi. Perché essere   donna non è mai facile, già per la loro sessualità che le costringe a soffrire per i vari cicli naturali fino alla fine della loro giovinezza; e poi, dovere far fronte al dovere che la loro natura di madre impone, dapprima passando mesi a portare il figlio nella pancia, poi a partorire con dolore, quindi ad affrontare i vari problemi legati alla loro crescita nonché alla decrescita del marito-amante. Cose queste che in certe cosiddette "culture" rappresenta l'anticamera della schiavitù. Leggere i libri di Sophie Kinsella: 24, tradotti in oltre trenta paesi, che hanno venduto 50 milioni di copie, non è tempo perso. Dietro l'apparente facile scrittura si nascondono intelligenza, sensibilità, cultura e applicazione che producono uno stile scintillante di facile lettura. Non come disse tempo fa, e non a "Tempo di Libri" bensì in una trasmissione sui libri di Rai Tre un eminente Trombone il quale sconsigliò a tutti di leggere "Via col vento" perché trattasi di "un polpettone storico noiosissimo". No, invece: "Via col vento" è un bellissimo romanzo, facile da leggere ma non da scrivere (Margaret Mitchell il primo capitolo lo riscrisse 18 volte!), dal quale si possono apprendere varie cose. Idem per i romanzi di Sophie Kinsella. In essi, come del resto nel nuovo "La mia vita non proprio perfetta", dove la protagonista Katie è una pendolare che ogni giorno si reca a Londra per lavoro, "schiacciata come una sardina sul treno", come la stessa Madeleine Wicham fece per tantissime volte, si narra di persone semplici che si arrabattano affinché anche la loro esistenza diventi più semplice perché finalmente munite di un lavoro gradito che faccia loro guadagnare a sufficienza per vivere senza troppi problemi una vita che i problemi, comunque sia sempre, non manca di fornirli. Nel leggere le sue pagine viene da ripensare a ciò che l'antropologa Ida Magli disse a proposito di Ambra giovanissima conduttrice ai tempi di "Non è la Rai": cioè che il suo modo di parlare così apparentemente a ruota libera faceva parte della generosità della donna. Questo non vuole essere necessariamente un complimento, perché potrebbe essere anche un difetto. Resta però da dire che la donna, spesso ben più generosa dell'uomo un po' in tutto: nell'amore per il suo partner, per i propri figli, per il proprio padre lo è anche nel vivere la vita. E della vita fa parte anche il cosiddetto shopping, che spesso tanto rompe i cosiddetti ai loro mariti, fidanzati, fratelli. Venire attratte dai prodotti creati dagli stilisti: abiti, borse, scarpe (la Kinsella ne ha tantissime: ma per una che ha percorso così tanta strada come lei ha fatto, sono servite eccome!) è simbolo di vita, è il colorare di rosa l'esistenza perché piacendosi puoi piacere anche agli altri e al proprio partner. Sophie Kinsella è una donna simpatica e di bell'aspetto che ha accolto le sue e i suoi fan con gentilezza, fermandosi un'ora a firmare con dedica (e con una bella ed elegante scrittura) i suoi libri che i fan le porgevano con gratitudine. Le auguriamo un lungo successo e - magari - che una delle sue prossime storie possa essere ambientata a Roma o: perché no, a Milano, una delle capitali mondiali dello shopping. 
Antonio Mecca