SUPPORTO PSICOLOGICO E GESTIONE DELLO STRESS

POLIZIA LOCALE ALL’AVANGUARDIA CON GLI "OPERATORI PONTE"

Come far fronte in modo efficace allo stress che si sviluppa a seguito di eventi critici? Come gestire l’impatto con fatti drammatici o emotivamente coinvolgenti che possono essere vissuti direttamente o indirettamente durante il turno di lavoro? Il seminario organizzato venerdì scorso dalla Polizia Locale di Milano dal titolo “Supporto psicologico nelle forze di Polizia e del Soccorso” è stata l’occasione per fare il punto sulle diverse strategie messe in pratica dagli operatori delle forze dell’ordine in situazioni di forte stress da lavoro.

L’esperienza della Polizia Locale di Milano è stata messa a confronto con quelle degli altri Corpi che hanno partecipato al convegno, tra i quali l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, il Corpo dei Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale di Torino e di Firenze.

La Polizia Locale di Milano dalla primavera del 2014 ha attivato un progetto denominato “Operatori Ponte”. Ne fanno parte 34 tra agenti e ufficiali con una preparazione psicosociale di base, addestrati a riconoscere in loro stessi e nei colleghi i segni dello stress. Il loro compito è quello di saper cogliere e supportare i segnali del disagio costituendo una rete di sostegno all’interno della struttura lavorativa che può orientare eventualmente i soggetti interessati verso un supporto psicologico specialistico. Scopo del convegno è proprio quello di voler raccontare le difficoltà, le sofferenze, i disagi di chi indossa una divisa e gli strumenti per poterli affrontare e superare. 

Nell’ambito della Polizia Locale di Milano, - ha detto nel suo intervento il comandante Marco Ciacci, - il camminino è stato intrapreso all’indomani di alcuni eventi nefasti, tra i quali la morte dell’agente Niccolò Savarino. Questi episodi hanno indotto alcuni colleghi a dare una risposta concreta alla necessità, che da tempo si avvertiva, di far fronte in modo efficace allo stress che potrebbe nascere da avvenimenti di particolare gravità. Per questo motivo è stata costruita una rete d’intervento composta da operatori della Polizia Locale formati per monitorare l’incidenza e le conseguenze emotivamente negative cagionate da eventi di servizio. Ancora troppo spesso c’è timore a rivolgersi ad uno psicologo, pensando che sia un segno di debolezza, al contrario può essere un’utile valvola di sfogo per chi giustamente deve mantenere freddezza e calma anche in momenti drammatici”.

Gli agenti della Polizia Locale, - ha aggiunto l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, - come quelli di altre Forze dell’ordine, hanno spesso a che fare con situazioni delicate e dolorose: immaginiamo solo le volte che sono chiamati a confrontarsi con la morte nel corso dello svolgimento delle loro normali mansioni. Gli agenti, pur avendo fatto corsi che li preparano ad affrontare queste situazioni, non sono immuni alle sofferenze. Per questo se queste sofferenze dovessero incidere più di quanto sia il normale, nel loro impegno lavorativo, non solo è giusto ma è essenziale che abbiano il giusto supporto affinché possano continuare ad agire in serenità”.