Una macchina da scrivere apprezzata per il suo design

Da Milano a Parigi e a Roma

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Costruita solo per scrivere oggi è ammirata non per la sua naturale destinazione, ma per il suo design, perché aveva destato ammirazione e stupore quando fu prodotta nel 1932. Esposta al Musée d’Orsay di Parigi per sei mesi e poi nel prestigioso Palaexpo di via Nazionale a Roma, dove troneggia insieme a sculture, pitture e mobili creati dalla nuova genialità italiana nei primi quarant’anni del secolo scorso. Sta lì a dimostrarci il proficuo dialogo tra le arti figurative e plastiche, sorto in Italia in quel periodo a opera del Movimento futurista nato a opera di Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, che pubblicò le sue idee innovative in un manifesto comparso per la prima volta sul quotidiano parigino Le Figaro.
Alla realizzazione delle mostre in Francia e in Italia ha contribuito il nostro Museo della Macchina da Scrivere di Milano con il prestito di un suo importante pezzo prodotto dalla Olivetti di Ivrea nel 1932, su disegno dell’architetto Aldo Magnelli e del fratello Alberto, sotto la presidenza di Adriano Olivetti che introdusse nella sua azienda la consuetudine di chiedere la collaborazione a artisti di fama, rappresentativi di una cultura diversa rispetto a quella di fabbrica, nell’Ufficio “progetti e studi” da lui creato. Iniziò così il felice e proficuo incontro tra le due diverse culture, denso di benefici per entrambe, incontro che produsse negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale alcuni tra i più interessanti esempi di disegno industriale.
Questo capolavoro di precisione meccanica e di bellezza stilistica può essere ammirato al Museo di via Menabrea, 10 Milano, nei giorni di martedì, venerdì e sabato dalle ore 15,00 alle 18,00 con ingresso libero. Per gruppi visite anche negli altri giorni, previo appuntamento al cell. 3478845560.