MILANO STABILE A BBB, SECONDO LE AGENZIE

Giudizio positivo di Standard&Poors e Fitchratings al governo della città.
Tasca: “Milano è la capitale economica del Paese, va considerata come Roma”

Conti in ordine, stabilità, nuovi investimenti e contenimento del debito. È la fotografia scattata da Standard&Poors del governo di Milano nel report semestrale che assegna al capoluogo lombardo il rating BBB con la A+ nello Stand Alone Credit Profile. Milano, sempre secondo l’agenzia, ha le carte in regola per ottenere un ‘upgrade’ ma solo se l’Italia (ferma a BBB) aumenterà il proprio rating, vista la forte dipendenza fiscale delle città dal governo centrale. Stesso giudizio anche da parte dell’agenzia Fitchratings.

“Ancora una volta - ha affermato l’assessore al Bilancio e al Demanio, Roberto Tasca - in pochi mesi le maggiori agenzie di rating danno un giudizio positivo a Milano e al suo governo. E ci dicono, attraverso l’attenta analisi dei numeri, che la città potrebbe ottenere un upgrade se avesse maggiore autonomia finanziaria e gestionale. Siamo comunque soddisfatti della performance di Milano, della stabilità del bilancio e della nuova fase di investimenti che sta affrontando. Se per Roma, che già ha beneficiato della legge su Roma Capitale per il suo debito, la sindaca Raggi chiede più autonomia, Milano non può certo essere considerata diversamente, essendo la capitale economica del Paese”.

Resta però rilevante e penalizzante il tema della scarsa autonomia fiscale dei comuni dal governo centrale. Problema che impedisce anche a Milano, nonostante la solidità del bilancio e degli investimenti, di ottenere l’upgrade a BBB+. Nonostante l’indice Sacp (Stand Alone Credit Profile) ad A+ evidenzi come il capoluogo lombardo abbia le carte in regola per un’altra promozione.

Secondo S&P, cui si aggiunge un analogo giudizio di Fitchratings, l’agibilità di bilancio del Comune di Milano è bassa, con un margine minimo di manovra e di autonomia dal governo centrale ma con un buon livello di investimenti. Si calcola infatti che Milano investirà 400 milioni di euro l’anno tra il 2018 e il 2020 per le nuove linee della metropolitana. Si tratta del 15% del totale della spesa del Comune, quota che pone Milano al di sopra delle altre maggiori città italiane.

A chiusura del bilancio consuntivo 2017 si evidenzia come gli investimenti complessivi siano in netta ripresa e siano saliti a 529 milioni di euro contro i 247 del 2016. Risorse spese per la maggior parte nel settore dei trasporti ma anche nella rigenerazione abitativa e scolastica, negli impianti sportivi e nelle politiche sociali.

Milano riduce anche il suo indebitamento storico. E passa, nel 2017, a 3,7 miliardi di euro dai 3,9 del 2016. La diminuzione dello stock di debito è una tendenza in atto da qualche anno: nel 2013 era a 4,1 miliardi mentre nel 2015 era sceso a 4 miliardi. Migliora anche la capacità di indebitamento (ovvero il rapporto tra la quota degli interessi passivi e il livello della spesa corrente) del Comune che segna il 3,9% con un tetto limite del 10%.