POLIZIA LOCALE ARRESTA GUINEANO PER AVER FALSIFICATO IL PASSAPORTO

Importante collaborazione con anagrafe. Nel 2017 controllati oltre 13 mila documenti
L’unità Falsi Documentali della Polizia Locale ha arrestato venerdì scorso un guineano per aver falsificato un documento valido per l’espatrio.

L’unità Falsi Documentali della Polizia Locale ha arrestato venerdì scorso un guineano per aver falsificato un documento valido per l’espatrio. L’arresto, il primo di quest’anno per questo genere di reati, è frutto degli accordi di collaborazione tra l’ufficio Anagrafe del Comune di Milano e la Polizia Locale che prevedono che i documenti identificativi presentati da cittadini extracomunitari per effettuare la richiesta di iscrizione anagrafica nel capoluogo siano controllati dal laboratorio Falsi Documentali della Polizia Locale di Milano.
A fine maggio scorso un cittadino che sosteneva di essere nato in Guinea nel 1988 aveva richiesto l’iscrizione anagrafica presso il Comune di Milano tramite email, allegando tra i documenti richiesti le fotocopie del passaporto a lui intestato, apparentemente rilasciato dall’Autorità della Repubblica della Guinea.
I documenti presentati sono stati analizzati, come previsto dal protocollo, e già da una prima verifica gli agenti della Polizia Locale hanno scoperto che si trattava di falsi
A quel punto gli uffici dell’anagrafe hanno invitato l’uomo per chiarimenti e, quando ha presentato come documento il passaporto contraffatto, è stato fermato dagli agenti e arrestato per falsificazione di documento valido per l’espatrio.

 L’unita Falsi Documentali - ha spiegato Marco Ciacci, comandante della Polizia Locale di Milano - è un’eccellenza nella verifica della veridicità dei documenti. Negli anni, attraverso un constante lavoro di prevenzione e controllo, gli agenti hanno raggiunto una grande specializzazione, riconosciuta in tutta Italia.
Nel 2017 sono stati oltre 13 mila i documenti esteri esaminati dagli agenti - ha aggiunto la vicesindaco Anna Scavuzzo - grazie all’accordo stipulato con l’anagrafe. Questo procedimento, aggiunto alla diffusione dell’informativa che tutti i documenti esteri sarebbero stati posto sotto controllo, ha abbattuto di oltre il 95% gli arresti per questo reato.