Sergio Mattarella, un presidente vicino agli Italiani

Il 31 gennaio 2015, al quarto scrutinio, Sergio Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica, succedendo a Giorgio Napolitano.

Nato a Palermo, è stato avvocato e professore universitario, prima di entrare in Parlamento con la Democrazia Cristiana ed essere nominato più volte ministro.
Al momento dell’elezione, Mattarella ricopriva la carica di giudice della corte Costituzionale.
Questi i tratti essenziali della storia personale del neo presidente della Repubblica, necessari per inquadrare il personaggio, che avrà alle spalle una figura ingombrante con la quale il confronto sarà inevitabile, vale a dire quella di Giorgio Napolitano.
Nonostante questo, si può già tranquillamente affermare che i loro modi di intendere il mandato saranno diversi: più orientato a intervenire nel dibattito politico il primo, attraverso gli ormai famosi moniti, più “arbitro” il secondo, come da lui stesso dichiarato, a condizione però che i giocatori si comportino correttamente.
Il mandato di Mattarella, quindi, come dimostrato dalla sua storia personale e politica, sarà caratterizzato da una linea di condotta sobria ma al contempo ferma e autorevole, che avrà come fine la tutela dei principi fondanti della Costituzione, di cui il neo Presidente è un profondissimo conoscitore.
Il suo carattere per certi versi schivo e riservato non gli impedisce di farsi sentire quando lo ritiene opportuno, come ad esempio nel 1990, quando si dimise da ministro in seguito all’approvazione della legge Mammì, da lui non condivisa.
La prima dichiarazione da Presidente, nella quale rivolgeva il suo pensiero “alle speranze e alle difficoltà dei concittadini”, e la sua prima azione, vale a dire una visita privata alle Fosse Ardeatine, testimoniano la forte carica umana di Sergio Mattarella, capace, con questi due gesti certamente molto mediatici ma sicuramente sentiti, di procacciarsi la simpatia e il sostegno degli italiani, mostrandosi vicino alla loro storia, al loro sentire e ai loro problemi, specie di questi ultimi anni.
Anche il discorso di insediamento, con numerosi accenni alla lotta alla corruzione e i ripetuti richiami alla moralità della politica, fanno ben sperare che il Presidente non farà sconti ai membri del Parlamento, richiamandoli alla correttezza di comportamento, quando e dove sarà necessario.
Sarà un buon presidente? Le premesse ci sono tutte, spetterà però a lui saper conservare inalterate, nell’esercizio delle sue funzioni di Capo dello Stato, quelle qualità positive che gli hanno permesso di essere eletto e di essere apprezzato da tutti in qualsiasi incarico ricoperto in precedenza.
F.F.